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Bologna, venerdì 19 presidio dei lavoratori ASP e Coop sociali a Palazzo d'Accursio: basta chiamarci eroi, soluzioni ai nostri problemi

Bologna -

L’emergenza sanitaria dell’ultimo anno ha evidenziato numerose criticità inerenti la gestione dei servizi sociosanitari e assistenziali che si rivolgono agli anziani, ai disabili, alle nuove povertà e ai migranti. Alcune di queste criticità sono sicuramente ascrivibili all’oggettiva difficoltà di operare in emergenza, per un prolungato periodo di tempo, una nuova modalità di espletamento di questi servizi.

Molte altre di queste criticità però sono riferibili ad un sistema di gestione del complesso del welfare cittadino che ha storicamente differenziato le modalità di erogazione di questi stessi servizi; questa modalità vede al centro l’ASP Città di Bologna, nella sua qualità sia di erogatore diretto di servizi che di committente a consorzi e cooperative sociali di innumerevoli servizi, dall’assistenza domiciliare alla gestione dei servizi residenziali e semiresidenziali per anziani, al pronto intervento sociale e ai servizi rivolti alle fragilità, al Sistema Accoglienza Migranti.

La crisi del Covid-19 ha reso evidente a tutti un fatto: i lavoratori dei servizi di welfare sono lavoratori essenziali.

Eppure, nelle numerose iniziative di confronto attivate dal nostro sindacato con i lavoratori in questione quello che è emerso è una profonda disomogeneità del trattamento, a partire dai CCNL applicati alla gestione dei protocolli e delle procedure per finire all’accesso ai vaccini, tra lavoratori oggi assunti da ASP o dalle aziende appaltatrici, e un’assenza pressoché generalizzata di valorizzazione di questo fondamentale ruolo di tenuta sociale a cui sono stati chiamati, durante tutto l’anno passato, gli operatori del welfare cittadino.

La enorme disomogeneità nella gestione dei servizi non riesce a produrre un criterio di senso compiuto, riferito a mansioni e inquadramenti, che consentano la possibilità di un accesso garantito al piano vaccinale per tutti gli operatori del settore, a prescindere dalla tipologia di contratto di lavoro.

I tempi di vestizione, così come i tempi di pausa necessari per l’utilizzo prolungato dei DPI che, quindi, devono comportare la riduzione del tempo effettivo di prestazione a parità di salario, non sono riconosciuti nelle strutture e nei servizi sociosanitari. L’ostinata negazione, da parte di tutti gli enti gestori, della necessità di affrontare questi temi che sono sia economici che di valorizzazione professionale, comporta da un lato un aggravio della fatica e del carico di lavoro quotidiano, dall’altro la mortificazione della funzione degli operatori, cui non può bastare la santificazione a Eroi a costo zero fatta sui media.

I lavoratori e le lavoratrici dei servizi sociosanitari non hanno ricevuto alcun Bonus Covid, eppure hanno garantito la tenuta dei servizi, hanno gestito le emergenze nei focolai, spesso hanno contratto il virus mettendo a rischio la propria salute per far fronte all’emergenza.

E ancora molte altre sono le problematiche sollevate dalle lavoratrici e dai lavoratori dei servizi cittadini, che riguardano il monitoraggio delle procedure di prevenzione e dei protocolli operativi, la verifica negli appalti delle condizioni di lavoro, il controllo sul rispetto dei contratti di servizio, la mancata stabilizzazione del personale con l’utilizzo di personale interinale, apprendistati, tirocini o prestazioni occasionali che servono esclusivamente a contrarre i diritti dei lavoratori, l’abuso dell’istituto della Banche Ore che non prevede una immediata remunerazione degli straordinari, l’enorme flessibilità richiesta che produce una condizione di ricatto e di lavoro povero per gli operatori del welfare.

Venerdì 19 marzo p.v. alle 11,00 alcuni di questi lavoratori dei servizi cittadini, nel rispetto delle misure di sicurezza, terranno un presidio statico nei pressi di Palazzo d’ Accursio, per sollevare il velo su queste problematiche, sulle condizioni di lavoro e di sicurezza dei propri luoghi di lavoro.

In quell’occasione come USB Bologna chiederemo all’Assessore alla Sanità e Welfare, Barigazzi, di incontrare una delegazione che rappresenti i temi del presidio e le proposte per intervenire sulle problematiche riscontrate da lavoratrici e lavoratori nei servizi del welfare cittadino.

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