Lavoro agile alla Presidenza del Consiglio dei Ministri: dalla piazza una richiesta chiara di modernizzazione
Si è svolta oggi un’assemblea partecipata del personale della Presidenza del Consiglio dei Ministri, indetta da SNAPRECOM, USB, FLP e SIPRE. Dal confronto è emersa una posizione netta: il lavoro agile è una modalità organizzativa prevista dalla normativa, fondata su obiettivi, responsabilità e risultati misurabili.
Non può essere INTESO COME un privilegio concesso dall’alto!
Nel corso dell’assemblea SNAPRECOM, USB, FLP e SIPRE hanno ribadito come il lavoro agile rappresenti, oggi, una componente essenziale del processo di trasformazione digitale non solo della Presidenza del Consiglio ma di tutta la Pubblica Amministrazione, contribuendo fattivamente a migliorare l’efficienza, la tracciabilità delle attività e l’utilizzo delle risorse pubbliche.
In una realtà complessa come la Capitale d’Italia, il Lavoro Agile costituisce veramente uno strumento concreto per ridurre gli spostamenti quotidiani, con evidenti effetti positivi sulla mobilità urbana e sulla qualità della vita dei lavoratori. È stato inoltre evidenziato il ruolo del lavoro agile nel rendere la Pubblica Amministrazione più attrattiva, soprattutto nei confronti delle competenze più qualificate per favorire un migliore equilibrio tra tempi di vita e di lavoro.
Preoccupa, in questo contesto, l’impostazione della Direttiva in corso di adozione presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, laddove richiama la “centralità della presenza fisica” nello svolgimento delle attività istituzionali. Una visione che entra direttamente in contrasto con le esigenze di innovazione e modernizzazione dell’amministrazione pubblica.
L’assemblea ha quindi ribadito la necessità di un approccio non ideologico, ma fondato su organizzazione, trasparenza e risultati: il lavoro agile funziona quando è parte di un modello amministrativo moderno, fallisce quando viene trattato come una concessione o una misura emergenziale.
Alla luce di quanto emerso, queste organizzazioni sindacali attendono un segnale chiaro dal tavolo di conciliazione convocato per domani, 18 marzo, auspicando che sia l’occasione di un confronto serio e concreto con l’Amministrazione.