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LAVORO: TOMASELLI (USB) A SENATORI, VOTATE NO ALLA PRECARIZZAZIONE DI MILIONI GIOVANI

Gravissimo se Senato rifiuterà sindacati in audizione

Roma -

“La Camera approva l'ulteriore precarizzazione del lavoro e le forze politiche di maggioranza, con l’aggiunta di Forza Italia, fanno finta di litigare su quelli che in realtà sono solo aspetti marginali del decreto legge sul lavoro di Renzi. E' campagna elettorale -  attacca Fabrizio Tomaselli, dell'Esecutivo Nazionale USB - solo sporca campagna elettorale, fatta sulla pelle di giovani e meno giovani condannati alla precarietà a vita”.

 

“Infatti, se è vero che nell'ultimo trimestre del 2013 soltanto il 18% dei nuovi assunti ha un contratto a tempo indeterminato e il restante 82% ha una qualche forma di contratto precario, cioè meno diritti e meno salario – evidenzia Tomaselli - si può sapere perché rendere il lavoro ancor più incerto e flessibile? L'unica vera risposta è che si vogliono aumentare i profitti delle aziende”.

 

“Renzi - continua il rappresentante confederale dell’USB - assomiglia sempre di più alla Fornero, la quale sosteneva, contro ogni regola matematica, che aumentando l'età pensionabile si aumentava l'occupazione giovanile. Renzi intende ottenere lo stesso risultato aumentando la precarietà. Ma entrambe le affermazioni sono false, e non sarà sufficiente ripeterle all'infinito per renderle vere”.

 

“A quanto pare, oltre al Governo, neanche il Senato vorrebbe ascoltare il parere dei sindacati, rifiutando audizioni che dovrebbero essere necessarie e doverose prima di legiferare su una materia delicata come questa. Ma noi reagiremo a questo ulteriore schiaffo – avverte Tomaselli – non siamo Cgil, Cisl, Uil e Ugl, che mandano giù tutto, siamo l’USB”.

 

“Noi chiediamo ai Senatori di questa Repubblica di alzare la schiena, di non votare questa schifezza, di esercitare appieno il proprio ruolo di analisi e di elaborazione del futuro del Paese pensando ai milioni di giovani che non hanno più certezze e punti di riferimento.  Fate il vostro dovere – conclude Tomaselli -  votate no!”.

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