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LICENZIAMENTI CRI: LAVORATORI IN PRESIDIO DAVANTI AD ARES

Momenti di tensione e nessun impegno concreto alla riassunzione

Roma -

I 91 precari di Croce Rossa che hanno ricevuto le lettere di licenziamento, dopo aver per anni lavorato al servizio 118 in convenzione con l’Ares, stanno presidiando da questa mattina la direzione dell’Ares Lazio, in via Portuense 240 a Roma,  per chiedere garanzie occupazionali.

 

Nell’incontro con la delegazione USB, il Direttore Generale dell’ARES 118 ha espresso rassicurazioni verbali in merito alla riassunzione dei lavoratori licenziati da CRI da parte dei futuri affidatari del servizio.

Momenti di tensione si sono registrati in mattinata durante il presidio, quando le associazioni e gli enti chiamati dall’Ares a tamponare la situazione in attesa dell’espletamento della nuova gara, che riguarderà anche le 6 postazioni storiche della CRI, hanno palesato che non intendono garantire una ricollocazione a tutti i lavoratori licenziati

 

Dichiara Massimiliano Gesmini, del Coordinamento Nazionale USB CRI: “Oggi è emerso chiaramente quanto siano state, ancora una volta, provocatorie le affermazioni del Commissario straordinario Rocca, che ieri ha cercato di minimizzare le conseguenze occupazionali dell’abbandono della gestione del servizio da parte di CRI, dando per scontato un riassorbimento in Ares che non si è ancora visto”.

 

“Infatti – prosegue il rappresentante USB - non solo ai 91 licenziati non si prospettano soluzioni certe di reintegro, ma l’affidamento temporaneo a imprese di fatto private rischia di non garantire alcuna continuità occupazionale e salariale, oltre che pregiudicare la qualità del servizio”.

 

Conclude Gesmini: “USB rimane al fianco dei lavoratori affinché vengano ottenute garanzie vere per loro e per l’utenza, e vengano sensibilizzati e coinvolti tutti i soggetti responsabili di tale situazione, ovvero CRI, Ares e Giunta Polverini, i quali si debbono far carico di individuare soluzioni di vera garanzia per i lavoratori e il servizio”.

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