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Licenziamenti illegittimi all'ospedale di Nola, il giudice ordina il reintegro di una sindacalista e un'iscritta USB

La lotta paga, sempre!

Napoli -

Il giudice del Lavoro del Tribunale di Napoli annulla il licenziamento della sindacalista USB Luigia Atripaldi e di Pasqualina Esposito da parte della FLASH s.r.l.s. e dispone il loro reintegro sul posto di lavoro.

Gina e Pasqualina erano state licenziate lo scorso marzo sulla base di contestazioni disciplinari, di chiara natura politica, per aver rivendicato il rispetto dei diritti contrattuali, a cominciare dalle norme relative alla sicurezza sul lavoro fino ad arrivare alle mensilità arretrate.

Licenziamenti illegittimi e strumentali che hanno raccolto la solidarietà di tutti: colleghi, medici, infermieri, associazioni, politica e movimenti.

Il “gazebo dei diritti” installato dalla USB Campania contro tali licenziamenti fuori all’ospedale di Nola è diventato da subito non solo luogo di solidarietà ma anche di dibattito e discussione, alimentando momenti di partecipazione e confronto sul tema degli appalti e delle precarie condizioni degli operatori del settore che vivono vere e proprie condizioni di ricatto.

La Confederazione USB aveva, inoltre, prontamente attivato il sostegno legale e sindacale alle lavoratrici e denunciato il grave attacco ai diritti che i dipendenti dell’appalto ASL NA3 Sud subivano sui posti di lavoro, fino alla richiesta, poi ottenuta, dell’intervento in surroga della committente pubblica.

La determinazione di Gina Atripaldi e il sostegno di tutta la struttura USB interna all’ospedale di Nola, insieme a quella di tutti i lavoratori dell’ASL NA 3 Sud, ha consentito il raggiungimento di questo grande risultato, riconosciuto oggi in via giudiziale.

L’esito positivo di questa vicenda testimonia, ancora una volta, che la lotta e l’unità dei lavoratori possono vincere l’arroganza padronale e che c’è ancora spazio per l’affermazione dei diritti del lavoro e per la piena riconquista della tutela dell’art.18 per tutti.

 

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