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L'IMMIGRAZIONE IRREGOLARE NON CANCELLA IL DIRITTO ALLA SALUTE

LA RDB-CUB MEDICI DA’ IL VIA ALLA CAMPAGNA DI INVITO ALL’OBIEZIONE DI COSCIENZA

Roma -

La RdB-CUB Medici ha avviato presso le strutture sanitarie una campagna di sensibilizzazione per invitare i medici all’obiezione di coscienza riguardo alla denuncia degli immigrati irregolari.

 

Per la RdB-CUB Medici l’abolizione del divieto di denuncia degli irregolari contrasta con il giuramento di Ippocrate e il codice deontologico, trasformando il medico da garante della salute in polizia ausiliaria e subordinando i principi della professione al potere politico e al visto della polizia.

 

La RdB-CUB Medici sottolinea che i rischi di questa scelta riguardano il diritto alla salute e all’assistenza di ogni singolo individuo; costituiscono un pericolo per la salute di tutti, perché le negazione di assistenza dei singoli, unita alla condizione di precarietà e indigenza, diventa facilmente il ricettacolo per malattie trasmissibili legate alla precarietà sociale e alla povertà; negano la dignità umana dei singoli, legata non più all’essere uomini e donne, ma all’essere in regola con i premessi di soggiorno.

 

La RdB-CUB Medici chiede inoltre agli ordini dei medici una posizione chiara con indicazioni operative agli iscritti che formalizzino la pratica dell’obiezione di coscienza; alle istituzioni governative di non definire gli atti medici nell’ambito dell’attività di polizia; alle regioni l’attivazione di legislazione regionale che impedisca l’attuazione del provvedimento sulla sicurezza nella parte in cui criminalizza l’assistenza sanitaria ai clandestini; al governo il rispetto della Costituzione e dei diritti individuali in essa contemplati.

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