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L'Italia viola il diritto di sciopero: iniziativa USB Mercoledì 15, Roma, ore 15:00, Sala Conferenze, Forma Spazi, via Cavour 181

Roma -

Il Comitato Europeo per i Diritti Sociali ha riconosciuto che la legge 146/90, che disciplina l'esercizio del diritto di sciopero in Italia, viola la Carta Sociale Europea.

Una bocciatura che arriva dopo il ricorso presentato da USB nel 2022 e resa pubblica lo scorso 13 marzo: ad essere messi sotto accusa sono l'obbligo di comunicare la durata dell'astensione in anticipo, l'eccessiva quantità di settori definiti essenziali, l'abuso del sistema delle franchigie e della rarefazione degli scioperi. Norme che rendono meno efficace il ricorso allo sciopero, sbilanciando i rapporti di forza a sfavore di chi lavora e ponendo un'evidente questione di democrazia nel Paese.

La definizione di servizi essenziali giuridicamente riconosciuta a livello internazionale è quella dell'Organizzazione Internazionale del Lavoro, che indica quelle attività la cui interruzione metterebbe in pericolo la vita, la sicurezza personale o la salute di una parte o dell'intera popolazione. La legge italiana estende questa definizione a settori come i trasporti, la scuola, i servizi doganali… perfino al settore bancario e a quello assicurativo! La logistica, inoltre, è stata aggiunta recentemente tramite una comunicazione della Commissione di Garanzia sul diritto di sciopero, guarda caso lo scorso 11 marzo.

Adesso è finalmente possibile rivendicare un pieno diritto di sciopero in Italia, con il Governo e il Parlamento che devono adattarsi alle indicazioni europee, ma l'azione della Commissione di Garanzia sembra andare nella direzione diametralmente opposta.

È il momento di dire basta: vogliamo poter esercitare appieno il diritto di sciopero, tornando a dare efficacia all'unico strumento in mano ai lavoratori e alle lavoratrici. È una questione di democrazia.

Ne parliamo mercoledì 15, Roma, ore 15:00 – Sala Conferenze, Forma Spazi, via Cavour 181.