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Logistica: USB blocca la filiera GLS dopo i licenziamenti. Basta appalti, reintegrateli tutti

Nazionale -

“La vittoria migliore è quella che si ottiene senza dover fare la battaglia" sosteneva Sun Tzu, un generale cinese vissuto 1.500 anni fa.

USB non ha questa fortuna per vincere, ma ha la fortuna di saper scendere in battaglia senza esitazione.

La notte del 3 aprile una serie di scioperi in alcuni hub della GLS hanno saputo fermare l'intera filiera italiana.

È stata una grande attestazione di solidarietà nei confronti dei fratelli licenziati nel milanese e a Verona: anche magazzini non coinvolti nello sciopero, anche lavoratori non iscritti a USB, si sono uniti spontaneamente alla lotta.

È un fatto che incoraggia e fa bene sperare sugli esiti di questa vicenda, che nel vuoto di risposte dalla controparte può essere risolta solo con la lotta.

A fare indignare tutti quanti è che un'azienda, la Piramide spa, si permette di fare licenziamenti intimidatori e chiaramente antisindacali. Questa fa parte di un intricato, confuso, opaco sistema di contenitori di manodopera: una realtà che non versa i ratei dei TFR privati, quelli dei prestiti delle finanziarie, che non si capisce cosa faccia con la sanità integrativa, che pretende di imporre carichi di lavoro che mettono a rischio la sicurezza dei lavoratori e di chi sta attorno a loro… Un esempio perfetto del sistema degli appalti.

La reintegra di tutti i lavoratori è un impegno che va al di là del fatto specifico, che riguarda l'insieme del movimento conflittuale nel lavoro. Se questi licenziamenti dovessero passare si affermerebbe l'attacco vittorioso al diritto di sciopero ed un modello di organizzazione industriale basato su uno sfruttamento ottocentesco.

GLS licenzi i fornitori che non hanno pagato le tasse e reintegri chi invece produce la ricchezza: i lavoratori.