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Morire di caldo o morire di fame. Il governo recepisca la direttiva europea e riconosca il lavoro subordinato dei rider: Martedi 7 luglio giornata di agitazione

Roma -

Dietro l’alternativa “morire di caldo o morire di fame” c’è la condizione reale dei rider: un lavoro ancora classificato come autonomo, ma organizzato nei fatti come subordinato, dentro un modello basato su cottimo e assenza di tutele.
In questo quadro, gli aumenti di 0,50centesimi della tariffa base inseriti da Glovo dal 1° giugno non hanno modificato in alcun modo la sostanza della condizione dei rider. Allo stesso modo, le misure legate allo stress termico e alle sospensioni del lavoro nei giorni di caldo estremo non producono effetti reali di tutela, perché in assenza del riconoscimento della subordinazione non esistono ammortizzatori sociali: fermarsi significa perdere reddito, lavorare significa esporsi a rischi.
È proprio il mancato riconoscimento della subordinazione a lasciare intatti tutti questi nodi, dal cottimo alla sicurezza fino alla continuità del reddito, impedendo qualsiasi intervento strutturale.
Eppure è proprio questo tema ad essere stato rimosso dal tavolo di confronto in corso tra piattaforme, associazioni padronali e alcune organizzazioni sindacali.
Per USB è necessario che il Governo assuma un ruolo diretto di garanzia e apra un tavolo nazionale vero, che abbia come obiettivo il superamento del falso lavoro autonomo e il pieno recepimento della direttiva europea con il riconoscimento del lavoro subordinato dei rider.

Real job, real contract!