No all'approvazione del "ddl antisemitismo", che criminalizza la legittima critica a Israele di lavoratori e lavoratrici. Il 14 marzo tutte e tutti a Roma contro l'ennesima legge bavaglio
Il ddl antisemitismo arriva in aula al Senato oggi 3 marzo, per essere approvato e votato dal Parlamento. Mentre da Israele parte l'attacco verso l'Iran, e si rende ancora più chiaro il suo disegno criminale sul medioriente, le forze di Governo e una parte consistente di opposizione proseguono nel loro assurdo collateralismo al progetto sionista.
Si tratta dell'ennesima legge bavaglio che prova a tacitare le legittime proteste contro Israele, che hanno visto un grande protagonismo delle lavoratrici e dei lavoratori negli scioperi del 22 settembre e del 3 ottobre 2025. Il ddl adotta infatti ufficialmente la definizione di antisemitismo che ne dà l'IHRA (Alleanza internazionale per la memoria dell'Olocausto), che associa ambiguamente la discriminazione nei confronti degli ebrei (antisemitismo), alla legittima critica allo Stato di Israele (antisionismo).
L'antisemitismo, così come ogni altra forma di discriminazione su base razziale, etnica, nazionale o religiosa, è già perseguito dall'art.604 bis del Codice Penale (Legge Mancino) del nostro ordinamento. Lo scopo vero della legge è quello di impedire le manifestazioni di solidarietà con il popolo palestinese e di colpire i lavoratori e le lavoratrici coscienti, in particolare la pratica del boicottaggio accademico e quella di quei lavoratori e lavoratrici della scuola che con grande impegno, hanno risposto alla domanda di comprensione dei propri alunni, provando a ricostruire la storia del conflitto in Palestina a partire dalle sue basi coloniali, e prendendo chiaramente posizione contro il genocidio in corso.
Di fronte a una possibile bocciatura in sede di vaglio costituzionale, le restrizioni nei confronti della libertà di espressione e di riunione sono state espunte dal testo originale (che prevedeva divieti nei confronti di manifestazioni pubbliche antisioniste e, nella versione del ddl Gasparri, l'inasprimento delle sanzioni nei confronti del personale scolastico e universitario che avesse osato esprimere posizioni critiche nei confronti di Israele).
Resta tuttavia in piedi la problematicità della definizione di antisemitismo; la possibilità che ulteriori restrizioni alla libertà di espressione e di manifestazione non possano venire adottate in seguito, all'interno della cosiddetta Strategia nazionale di contrasto all'antisemitismo prevista dalla legge; e infine l'assenza totale di strategie volte a contrastare altre forme di discriminazione su base etnica, razziale, religiosa o nazionale, come la xenofobia e l'islamofobia.
Per difendere la libertà di dissenso di lavoratori e lavoratrici invitiamo tutte e tutti a partecipare alla manifestazione del 14 marzo per il No al referendum giustizia, allo stato di polizia e alla guerra sociale e all'economia di guerra del Governo Meloni.
Ci vediamo il 14/3 a Roma, ore 14:00, piazza della Repubblica.