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Nove sfruttatori di braccianti arrestati a Gioia Tauro, USB: bene, ma il caporalato si combatte soprattutto con i diritti politici, sociali ed economici

Gioia tauro -

Nove ordinanze di custodia cautelare tra carcere e domiciliari, eseguite contro datori di lavoro, caporali e faccendieri che nella piana di Gioia Tauro reclutavano e impiegavano a basso costo e in condizioni di sfruttamento gli immigrati provenienti dalle nazioni subsahariane. È il risultato dell’operazione “Rasoterra”, disposta dalla Procura di Palmi, che ha scoperchiato un verminaio di malaffare tutto ai danni dei braccianti in condizioni di estrema ricattabilità.

Il Questore di Reggio Calabria, Megale, ha commentato augurandosi che possa essere messa fine allo sfruttamento dei migranti in Calabria. USB condivide l’auspicio e giudica positivamente l’operazione, ma sottolinea che lo sfruttamento lavorativo e la vulnerabilità della popolazione straniera, che contribuisce enormemente al settore agroalimentare locale e regionale, non può essere combattuto solo con le operazioni di polizia, pur necessarie.

Lo sfruttamento si combatte con:

  • il riconoscimento dei diritti politici e sociali;
  • la garanzia di condizioni di dignità che trovano negli alloggi e nelle politiche del lavoro la loro completa attuazione;
  • l’avvio di procedure burocratiche e documentali che favoriscano, piuttosto che costantemente ostacolare, la titolarità dei migranti alla presenza legittima sul nostro territorio, con pratiche veloci di rilascio dei permessi di soggiorno e di regolarizzazione.

Questi punti sono ancora più decisivi nell’attuale contesto pandemico, in cui tendopoli e ghetti continuano ad essere i luoghi di vita dei lavoratori stranieri e durante il quale poco e niente è stato fatto per garantire tutele sociali ed economiche. In assenza di questi mutamenti, caporali, faccendieri e sfruttatori senza scrupoli, a prescindere dalla loro nazionalità, continueranno a detenere poteri di vita e poteri di morte su migliaia di esseri umani, fondamentali per l’economia calabrese ma verso i quali l’indifferenza delle istituzioni è enorme.

Da tempo chiediamo che gli organi ispettivi dello Stato allarghino il loro intervento ai fondi PAC che con troppa facilità arrivano nelle grandi aziende agricole senza alcun controllo di regolarità.

L’Unione Sindacale di Base continua la lotta al fianco dei braccianti agricoli, supportandoli nelle pratiche sindacali e rivendicando il rispetto dei contratti di lavoro.

 

BASTA SFRUTTAMENTO, DIGNITÀ E DIRITTI PER TUTTI I LAVORATORI AGRICOLI

 

USB Lavoro Agricolo

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