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Operatore Socio Sanitario, un lavoro gravoso ma una svista del ministero del Lavoro blocca il diritto al prepensionamento

Venezia -

Quello dell'operatore socio sanitario nella funzione di "addetto all'assistenza personale di persone non autosufficienti" è considerato "lavoro gravoso" e quindi dovrebbe beneficiare di pensione anticipata (es. quota 41). A complicare la cosa però è la burocrazia, tanto per cambiare! All'atto della domanda di pensione anticipata infatti un semplice codice Istat blocca il sacrosanto diritto al prepensionamento. In pratica, il ministero del Lavoro ha dimenticato di inserire il codice corrispondente alla figura dell'O.S.S., tra i "lavori gravosi". Alcuni enti per sopperire alla svista del ministero hanno inquadrato i propri dipendenti da O.S.S. a "Operatore socio assistenziale" (O.S.A.), opzione che permette tramite variazione del codice il prepensionamento, ma trattasi di atto non propriamente corretto, nonché rischioso, poiché potrebbe avere ripercussioni anche sul salario.

Siamo vicini a quegli O.S.S. che al raggiungimento dei 60 anni e più, sono costretti per una "svista" ad assistere e sostenere persone poco più anziane di loro o giovani disabili iperattivi. Per questo continueremo nella nostra lotta con l'intento di rendere giustizia! 

Seguiranno iniziative e mobilitazioni sul tema.

Invitiamo anche ad un atto concreto firmando una petizione, iniziativa spontanea di un nostro iscritto OSS di USB. 

 http://chng.it/4KnCkLZVMR 

 

Corrado Reniero

p. Coordinamento regione Veneto USB P.I.

 

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