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P.A.: NUOVO PORTALE TELEMATICO CAUSA DISSERVIZI A DANNO DEI LAVORATORI PIÙ DEBOLI. USB DIFFIDA FORMALMENTE L'AMMINISTRAZIONE

Roma -

Il nuovo portale telematico NoiPA, che attualmente gestisce le partite stipendiali ed alcuni importanti servizi per circa 1.800.000 lavoratori pubblici, dalla sua nascita sta collezionando malfunzionamenti che causano enormi disservizi per gli utenti interessati, in continuo incremento per l’acquisizione  progressiva di tutti gli stipendi della P.A., e per le Ragionerie Territoriali dello Stato, che amministrano una parte consistente delle retribuzioni.

 

La trasmigrazione dal vecchio sistema SPT alla nuova piattaforma informatica NoiPA è stata avviata circa otto mesi fa con lo scopo dichiarato di omogeneizzare e razionalizzare la gestione delle partite stipendiali di tutto il personale della P.A.  Il progetto informatico nasce all’interno del MEF, ministero che già aveva dimostrato di saper gestire con il costo più basso il pagamento degli stipendi (circa 1,50 Euro a cedolino rispetto a punte anche di 15 Euro per quelli gestiti da altre Amministrazioni).

Ma i tempi stretti per l’attuazione, la mole di lavoro aggiuntivo scaricato sul persone del MEF, il mancato controllo da parte dell’Amministrazione sulle ditte ed i consulenti incaricati di sviluppare il sistema, hanno determinato i limiti e le falle del nuovo portale.

 

Da subito la USB Pubblico Impiego aveva denunciato queste problematiche, scaricate sul personale del MEF, in prima linea nella gestione di NoiPA, e sull’utenza più debole, come quella dei precari della scuola che subiscono pesanti ritardi nell’erogazione dello stipendio; come pure di singoli utenti che vedono pesanti ritardi nell’erogazione del piccolo prestito o dell’assegno per il nucleo familiare.

 

A distanza di tempo la situazione è peggiorata e il sistema NoiPA continua a non funzionare, creando i presupposti per un danno erariale non quantificabile.

Nel caso specifico, NoiPA determina una paralisi ciclica nell’attività ordinaria delle Ragionerie Territoriali dello Stato, provocando l’impossibilità di intervenire persino sui dati anagrafici.

 

Questa situazione, figlia della spending review, ha precise responsabilità non solo a livello politico ma anche a livello di Amministrazione del MEF, la quale si è avventurata in un’operazione impossibile o per incapacità di calcolarne la portata o per cieca obbedienza alla parte politica.

 

La USB P.I. ha inviato una diffida formale all’Amministrazione finanziaria affinché vengano al più presto ripristinate le normali condizioni del servizio e denuncia il complessivo smantellamento dello Stato e dei servizi pubblici, perseguito anche attraverso interventi di finta modernizzazione che si rivelano costosi, inefficienti ed inutili per i cittadini e gli utenti.

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