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Parte la contrattazione integrativa INPS ed è subito muro. Appuntamento per sostenere le rivendicazioni USB il 10 dicembre alla Direzione generale

Nazionale -

Ottenuto l’avvio della contrattazione integrativa 2020 all’INPS grazie al presidio della USB all’interno della sala del Consiglio d’Amministrazione, il 4 dicembre si è tenuto il primo incontro, rigorosamente in call conference come prevedono le misure anti Covid, nel quale l’amministrazione ha presentato la bozza di contratto integrativo.

Sia nel testo che nell’intervento introduttivo, è stato sottolineato che l’accordo 2020 è il frutto degli impegni presi con la contrattazione integrativa 2019, alla quale, come si ricorderà, la USB non ha potuto partecipare in quanto per due anni è rimasta fuori dai tavoli di confronto per non aver firmato il contratto collettivo del 12 febbraio 2018.

Andiamo a vedere quali erano questi impegni: Revisione dell’intero sistema indennitario; Progressioni economiche all’interno dell’area esclusivamente per il personale inquadrato ad A2 e B2; Destinazione alla contrattazione territoriale del 20% delle risorse dei premi di produzione per remunerare situazioni di disagio, gravose articolazioni dell’orario di lavoro, flessibilità organizzativa; Valutazione della performance organizzativa e individuale.

Di tali impegni nella bozza di contratto integrativo troviamo i passaggi economici per chi è attualmente inquadrato ad A2 e B2 e la valutazione della performance.

Sulle progressioni economiche abbiamo dichiarato, ad apertura di riunione, che dovranno riguardare anche il personale attualmente inquadrato ad A1 e B1, chissà perché dimenticato da quelle organizzazioni sindacali che hanno discusso e sottoscritto il CCNI INPS 2019. Inoltre, considerato che ormai manca poco tempo alla fine dell’anno e che per poter assegnare a tali passaggi la decorrenza 1° gennaio 2020 le selezioni debbono essere avviate immediatamente e concluse entro il 31 dicembre con la pubblicazione della graduatoria, abbiamo rinnovato la nostra richiesta di un accordo a stralcio per selezioni con soli titoli, senza effettuazione di prove, destinate ad A1, A2, B1, B2, stabilendo subito la ripartizione delle risorse del Fondo in attesa della definizione complessiva del Contratto integrativo 2020. Su questa nostra richiesta si sono dichiarate favorevoli tutte le altre organizzazioni sindacali, con la sola eccezione della FLP che ha chiesto progressioni economiche per titoli anche per l’Area C. Francamente ci è sembrata una richiesta demagogica e poco rispettosa dell’esigenza di riconoscere almeno un passaggio economico a chi ha un inquadramento e una retribuzione assolutamente inadeguati al lavoro svolto.

In merito ai criteri proposti dall’amministrazione per le selezioni, abbiamo contestato l’enorme e ingiustificato divario tra i diversi punteggi assegnati ai titoli di studio, cha vanno dai 4 punti per chi è titolare di licenza elementare ai 34 punti riconosciuti a chi possiede una laurea vecchio ordinamento o magistrale e un master. Stiamo parlando di progressioni economiche all’interno delle Aree A e B e l’amministrazione si presenta con punteggi sbilanciati su titoli di studio elevati, dimenticando invece di assegnare un punteggio al diploma quinquennale di scuola secondaria di secondo grado.

Restando ancora alle selezioni interne alle Aree A e B abbiamo proposto un’unica procedura nazionale invece di 20 procedure regionali come previsto dal documento presentato dall’amministrazione.

Tuttavia, la richiesta di accordo a stralcio e di emanazione tempestiva delle selezioni per garantire la pubblicazione delle graduatorie entro dicembre 2020 è stata gelata dall’intervento della direttrice centrale risorse umane che ha affermato perentoriamente che l’amministrazione pretende che siano onorati contemporaneamente tutti gli impegni presi con il contratto integrativo 2019, compresa la revisione della valutazione della performance individuale, per la quale siamo stati convocati il prossimo 10 dicembre alle ore 15:30. Il presidente e la direttrice generale, presenti all’incontro, non sono intervenuti, lasciando così intendere la loro piena condivisione con quanto rappresentato dalla responsabile del personale INPS.

Dobbiamo quindi registrare che non c’è la disponibilità dell’amministrazione a riconoscere i passaggi economici al personale delle Aree A e B entro quest’anno e per noi è un fatto gravissimo. Ricordiamo a chi ha scarsa memoria che proponemmo di far partecipare questi colleghi già alle selezioni di recupero del 2018 ma ci fu impedito dagli altri sindacati prima ancora che dall’amministrazione, sostenendo che quei bandi erano previsti da un accordo di programma da loro firmato che prevedeva selezioni esclusivamente per chi non aveva partecipato ai bandi 2016 o non aveva in quell’occasione superato le prove. Neanche nel 2018 USB era presente ai tavoli, sempre per quella norma antidemocratica difesa con i denti dagli altri sindacati.

Bene, visto che tutti avevano posto come pregiudiziale un accordo a stralcio per le Aree A e B ci aspettavamo che dopo la riunione quegli stessi sindacati intervenissero duramente su tale posizione dell’amministrazione. Invece niente. Da CGIL-CISL-UIL-CONFSAL UNSA un semplice resoconto tecnico della riunione e nessun accenno alla chiusura netta dell’amministrazione, eppure alcuni di loro tra pochi giorni hanno in programma uno sciopero generale ma preferiscono non urtare quella dirigenza loro amica. Allora il dubbio viene spontaneo: non è che nell’incontro quelle organizzazioni sindacali hanno recitato una parte sapendo già che l’amministrazione avrebbe risposto “picche” alla richiesta di accordo a stralcio per le Aree A e B?

Noi non ci fermiamo e per il 10 dicembre, alle ore 15:30, in contemporanea con l’incontro sindacale, abbiamo organizzato un presidio davanti alla Direzione generale dell’INPS in Via Ciro il Grande n. 21 a Roma, furi dell’orario di lavoro, per chiedere:

  • Passaggi economici per A1, A2, B1, B2 con decorrenza 1° gennaio 2020;
  • Riconoscimento economico mensile di 60 euro per tutto il personale di Area A e di 65 euro per tutto il personale di Area B riassorbibile in caso di passaggio all’Area C, quale compenso per il gravoso impegno a fronte di un inquadramento inadeguato;
  • Riconoscimento del TEP al personale assunto nel 2019 a compimento di un anno di servizio;
  • Difesa del TEP come trattamento economico della professionalità, slegato dalla performance e dalla produttività, in quanto strumento di attestazione della professionalità, della competenza e della qualità del lavoro del personale INPS;
  • Ripristino del buono pasto per le giornate di smart working emergenziale a partire dallo scorso 15 settembre;
  • Fruizione delle ferie secondo quanto stabilito dall’art. 10 del decreto legislativo n. 66/2003;
  • Contrarietà all’introduzione di nuove posizioni organizzative e reitero della richiesta di addebitare il costo degli incarichi organizzativi al bilancio dell’INPS;
  • Contrarietà al Reassessment e alla proposta di legare le posizioni organizzative della Direzione generale e delle Direzioni regionali non più alla gestione di gruppi di lavoro ma al contenuto professionale individuale.

USB va avanti nel percorso di difesa e di conquista di diritti per tutte e tutti continuando a contrastare le politiche clientelari, dei favori e dei trattamenti preferenziali per pochi. In un prossimo volantino torneremo ad esaminare gli altri punti della bozza di contratto integrativo.

Appuntamento per chi può e vuole sostenere le rivendicazioni della USB il 10 dicembre alle ore 15:30 davanti alla Direzione generale dell’INPS.