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Pensionati, USB: 23 novembre giornata di mobilitazione al MEF, continua la campagna di protesta a sostegno delle rivendicazioni e dei diritti!

Roma -

Un numeroso gruppo di pensionati provenienti dal Veneto, Lombardia, Piemonte, Toscana, Marche, Molise, Lazio, Sardegna e Campania, ha dato vita ieri, 23 novembre, ad un presidio di protesta, sotto il Ministero dell’Economia e delle Finanze a Roma in via XX Settembre, contro i provvedimenti assunti dal governo con la legge di bilancio in tema di pensioni.

Norme che, come affermato nei vari interventi durante il presidio, utilizzano ancora una volta le risorse del sistema pensionistico solo per fare cassa e finanziare, la corsa agli armamenti insieme con il ponte sullo stretto di Messina.

Il presidio, che contestava il fallimento della più volte annunciata cancellazione della riforma Fornero ed addirittura il suo peggioramento, ha dovuto registrare la totale chiusura da parte dell’intero gabinetto del ministro alla richiesta di ricevere una delegazione dei manifestanti, per un confronto sui temi all’ordine del giorno dell’iniziativa; dal taglio delle pensioni dei dipendenti pubblici iscritti alle casse ex INPDAP, alla mancata equiparazione delle pensioni al reale costo della vita, al peggioramento dei requisiti e degli importi relativi agli strumenti flessibilità in uscita, da Opzione donna all’Ape Sociale alla cosiddetta quota 103.

Tra gli argomenti di protesta e di rivendicazione, oltre alla richiesta di portare almeno a 1.000 euro netti al mese il valore della pensione minima, e la revisione delle norme sulla reversibilità, non è mancato il richiamo alla disastrosa condizione della sanità e degli anziani nel nostro Paese, dove 4 milioni di persone sono costrette a rinunciare alle cure a causa delle interminabili liste di attesa e all’inevitabile ricorso alla sanità privata, i cui costi, cresciuti complessivamente ad oltre 43 miliardi di euro non sono più sostenibili, oltre il 25 % della spesa sanitaria è a carico dei cittadini, per pensioni da fame come quelle minime a poco più di 500 euro al mese.

Il presidio si è concluso riaffermando con forza la volontà di proseguire nella campagna di protesta e mobilitazione a sostegno delle rivendicazioni, dei diritti dei pensionati e delle giovani generazioni, portandola fin dai prossimi giorni in tutti i territori, piazze e luoghi di lavoro.

USB Pensionati