Piaggio: la sicurezza non è un costo, è un diritto. I profitti non possono venire prima della vita degli operai, è sciopero
Ancora un mancato infortunio. Ancora una volta la sicurezza viene dopo la produzione. Sciopero di due ore a fine turno per tutti i turni dello stabilimento 2r di pontedera
Oggi, sulla Linea 6, si è verificato l’ennesimo episodio che avrebbe potuto trasformarsi in un grave infortunio. Un avvitatore si è sganciato dall’anello di tenuta e, cosa ancora più grave, risultava privo della doppia sicurezza. Solo una circostanza fortuita ha impedito che oggi fossimo qui a parlare di un lavoratore colpito dall’attrezzatura: in quel momento l’operatore si trovava lontano dalla propria postazione, impegnato nella preparazione del banchino assegnato. Questa non è sicurezza. Questa è fortuna. E noi, come lavoratori, sulla fortuna non siamo disposti a scommettere la nostra vita.
Come RSU e RLS USB Piaggio denunciamo ancora una volta una situazione che non può più essere tollerata. I mancati infortuni continuano a essere numerosi e rappresentano un preciso campanello d’allarme: qualcosa non sta funzionando e deve essere affrontato prima che un mancato infortunio si trasformi in un infortunio grave o mortale.
La sicurezza non può essere affrontata soltanto dopo che qualcuno si è fatto male. La sicurezza deve venire prima della produzione. Sempre.
Per questo scioperiamo: perché non accettiamo che si debba aspettare l’incidente per intervenire e perché ogni lavoratore deve poter entrare in fabbrica al mattino e tornare a casa dalla propria famiglia la sera. Da una parte vediamo investimenti, comunicazione, marketing e iniziative per valorizzare l’immagine dell’azienda. Dall’altra continuano a verificarsi situazioni nelle quali un’attrezzatura può sganciarsi e finire addosso a un lavoratore perché manca persino una doppia sicurezza. Non è accettabile. Nessun obiettivo produttivo, nessuna consegna e nessun profitto possono valere più della salute e della vita di chi lavora. Se per garantire la sicurezza bisogna fermare una linea, si ferma la linea.
Quello che accade oggi alla Piaggio non può essere separato da ciò che continua ad accadere nel resto del Paese. Il 30 settembre si sono registrate altre vittime sul lavoro: un lavoratore di 55 anni alla Fincantieri di Ancona e un operaio di 48 anni morto dopo una caduta nel Milanese. Sono morti che si aggiungono a una lunga scia di tragedie. Brandizzo. Firenze. Suviana. Calenzano. Cinque lavoratori morti nel cantiere Esselunga di Firenze. Cinque lavoratori morti a Brandizzo. Sette lavoratori morti a Suviana. Cinque lavoratori morti nell’esplosione di Calenzano. Non possiamo continuare a parlare di queste tragedie come semplici fatalità. E in questo quadro non possiamo ignorare il sistema degli appalti e dei subappalti, che in tante realtà produttive del Paese porta a una frammentazione del lavoro, delle responsabilità e delle condizioni di sicurezza. Troppo spesso, nelle catene degli appalti, la pressione sui tempi e sui costi viene scaricata sui lavoratori. La sicurezza deve essere garantita a tutti, senza differenze e senza scaricare le responsabilità lungo la catena produttiva. La sicurezza non può essere considerata un costo da comprimere.
Per questo USB sostiene da tempo la necessità di introdurre nel nostro ordinamento il reato di omicidio sul lavoro, insieme a una maggiore responsabilità delle aziende committenti. Non servono parole di circostanza dopo una tragedia. Servono prevenzione, controlli e responsabilità prima che la tragedia accada.
OGGI ALLA LINEA 6 È ANDATA BENE Ed è proprio questo il punto. Non possiamo considerare normale che un lavoratore sia salvo perché, per caso, in quel momento si trovava lontano dalla propria postazione. La prevenzione deve impedire che un’attrezzatura pericolosa possa arrivare a colpire un lavoratore. Per questo chiediamo la verifica immediata dell’attrezzatura e dell’intero sistema di sicurezza, l’eliminazione delle condizioni che possono provocare il distacco o la caduta delle attrezzature, il ripristino e la verifica delle doppie sicurezze dove previste, il pieno coinvolgimento degli RLS nella gestione delle criticità e interventi concreti sui mancati infortuni.
NON SIAMO DISPOSTI A PAGARE CON LA NOSTRA SALUTE IL PREZZO DELLA PRODUZIONE.
Piaggio può investire in pubblicità, marketing, immagine e nuovi progetti. Ma deve garantire prima di tutto la sicurezza di chi ogni giorno manda avanti questa fabbrica. Perché una linea può fermarsi, una vita no. Noi non vogliamo essere fortunati. VOGLIAMO ESSERE SICURI.
Vogliamo una fabbrica nella quale la prevenzione venga prima dell’emergenza e nella quale nessun lavoratore debba rischiare la propria vita per raggiungere un obiettivo produttivo. Perché non siamo numeri e non siamo semplicemente forza lavoro. SIAMO PERSONE. E LA NOSTRA VITA NON PUÒ AVERE UN PREZZO.
BASTA MORTI SUL LAVORO
RSU / RLS USB PIAGGIO