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PRECARI DELLA C.R.I.: DA BRUNETTA NESSUNA RISPOSTA SULLE STABILIZZAZIONI. CHI TACE ACCONSENTE?

RdB-CUB, è un diritto acquisito con le precedenti finanziarie

Roma -

Il 2 aprile scorso la RdB-CUB Croce Rossa ha chiesto al Ministro della Funzione Pubblica Renato Brunetta di chiarire la posizione dei precari della Croce Rossa Italiana, in relazione a quanto dichiarato dallo stesso Ministro nella conferenza stampa del 31 marzo in cui ha affermato: «i lavoratori precari della Croce Rossa Italiana non sono inseriti tra i regolarizzabili, in quanto non hanno anzianità direttamente con la C.R.I. (sono circa 2248), bensì prevalentemente con le Regioni e le A.S.L. di provenienza».

 

Nel frattempo, per riaffermare il diritto alla stabilizzazione acquisito con le precedenti finanziarie, i lavoratori hanno intasato la posta elettronica del Ministero, allegando le copie dei contratti stipulati con la C.R.I..

 

“Abbiamo inutilmente atteso una settimana, ma da Corso Vittorio Emanuele II solo silenzio”, riferisce Massimiliano Gesmini, della RdB-CUB C.R.I. “Dobbiamo dunque concludere che chi tace acconsente? Avevamo ragione nell’affermare che, contrariamente a quanto dichiarato dal Ministro, i precari della C.R.I. hanno un regolare contratto con l’Ente Pubblico Croce Rossa e non con le Regioni e A.S.L.?”.

 

“Appare oltremodo strano che il Ministro Brunetta, così pignolo e rispettoso delle regole, si sia fatto cogliere in fallo senza replicare alle nostre argomentazioni. Si tratta forse dell’ennesima dimostrazione che quanto sta accadendo ai lavoratori precari della C.R.I. è frutto di un piano orchestrato a tavolino tra questo governo e i vertici della C.R.I., al fine di mettere in strada oltre 2.000 lavoratori precari e le loro rispettive famiglie? Caro Ministro attendiamo di essere smentiti”, conclude Gesmini.

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