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Presidenza del Consiglio: sulla stretta al lavoro agile il personale chiede ascolto, sicurezza e condizioni dignitose

Roma -

Le Organizzazioni Sindacali SNAPRECOM, USB, FLP e SIPRE esprimono forte contrarietà alla recente direttiva sul lavoro agile adottata dalla Presidenza del Consiglio dei ministri, che riduce in modo generalizzato le giornate fruibili dal personale e riafferma la centralità della presenza fisica in sede.

Una scelta che interviene in un contesto già segnato da criticità note e più volte rappresentate dalle Organizzazioni sindacali: carenze manutentive degli immobili, difficoltà nella gestione degli spazi, problemi di climatizzazione, ambienti sovraffollati, situazioni non sempre adeguate sotto il profilo della sicurezza, della salubrità e del benessere organizzativo.

In questi ultimi anni il lavoro agile ha rappresentato una delle poche innovazioni organizzative realmente sperimentate nella Pubblica Amministrazione, consentendo una migliore conciliazione tra vita e lavoro, una riduzione dei tempi di spostamento e, in generale, una maggiore efficacia nello svolgimento delle attività lavorative.

La Presidenza non può richiamare la propria specificità solo per comprimere gli spazi di flessibilità del proprio personale. Quella specificità dovrebbe tradursi, al contrario, in una maggiore attenzione alla qualità dell’organizzazione, alla sicurezza degli ambienti, alla prevenzione dei rischi, nonché alla cura delle condizioni materiali di lavoro.

Sicurezza, salute, benessere organizzativo e conciliazione vita-lavoro non sono concessioni accessorie, ma condizioni essenziali di un’Amministrazione moderna e rispettosa delle lavoratrici e dei lavoratori.

Per queste ragioni SNAPRECOM, USB, FLP e SIPRE hanno programmato una serie di assemblee nelle principali sedi della Presidenza, per informare e ascoltare il personale, anche in vista dello sciopero già indetto per la prima metà di giugno.