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RICERCA: A RISCHIO 700 PRECARI ISPRA

DA LUNEDI’ 27 OTTOBRE PRESIDIO CONTINUATIVO DAVANTI AL MINISTERO DELL’AMBIENTE

Roma, Via Cristoforo Colombo 44 – ore 15.00/18.00

Roma -

L’ISPRA, Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale nato dall’accorpamento di APAT, ICRAM ed INFS, ha oggi comunicato la cancellazione dei diritti alla stabilizzazione per i lavoratori a tempo determinato derivanti dal comma 519 della legge Finanziaria 2007, con l’annullamento della relativa graduatoria ed il probabile mancato rinnovo per i Co.co.co. dell’Ente.

 

L’USI-RdB Ricerca ha indetto l’immediata mobilitazione del personale ISPRA, indicando come azioni di lotta la sospensione delle attività ed il presidio continuativo sotto il Ministero dell’Ambiente a partire da lunedì 27 ottobre.

 

“I precari dell’ISPRA hanno acquisito il diritto alla stabilizzazione con anni di lavoro sottopagato e precario nell’ente”, dichiara Claudio Argentini della Segreteria Nazionale dell’USI-RdB Ricerca. “Più di 200 lavoratori a tempo determinato hanno diritto alla stabilizzazione e per il nuovo ente deve essere delineata una graduatoria unica, in cui siano certificati tutti gli aventi diritto. Chiediamo inoltre – prosegue Argentini - la conversione a tempo determinato dei circa 390 collaboratori coordinati e continuativi, che di fatto prestano lavoro di tipo subordinato, e la contestuale indizione di un concorso pubblico per l’assunzione a tempo indeterminato di tutti i precari che non rientrano nella stabilizzazione prevista dalla Finanziaria 2007. Nel frattempo l’ISPRA deve rinnovare qualunque tipologia di contratto precario per un anno”.

 

Aggiunge il dirigente sindacale: “Il segnale che arriva dall’Ente è estremamente pericoloso ed indicativo su quello che questo governo intende fare della ricerca pubblica. Stiamo andando alla dismissione e alla cessione al privato di importanti settori che, per il bene del paese, devono invece essere rilanciati e mantenuti sotto il diretto controllo della collettività. Di fronte a questo grave stato di cose richiediamo un intervento urgente del Ministro Prestigiacomo”, conclude Argentini”.

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