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RICERCA: ASSEMBLEA NAZIONALE DEGLI EPR LANCIA IL "MANIFESTO PER UNA RICERCA PUBBLICA LIBERA INDIPENDENTE E DEMOCRATICA"

USB, questa l’alternativa ai nuovi baroni della riforma Giannini

Roma -

COMUNICATO STAMPA

Si è svolta questa mattina a Roma, presso l’Istituto Superiore di Sanità, l’assemblea nazionale degli Enti Pubblici di Ricerca, organizzata dall’USB P.I. contro la bozza di riforma Giannini.

Presenti i lavoratori e le lavoratrici di molti enti: ISPRA, ENEA, ISS, ISTAT, ISFOL, CREA.

 

Nel corso dell’assemblea si sono susseguiti interventi che, partendo dall’analisi condivisa della riforma, hanno concentrato la discussione sull’organizzazione dell’opposizione a quello che si può definire come un tentativo di golpe all’interno del sistema degli EPR.

L’assemblea, rigettando l’idea dell’istituzione di un nuovo sistema baronale alla base della bozza Giannini, ha deciso di dare il via alla costruzione di un “Manifesto per una Ricerca Pubblica Libera Indipendente e Democratica”, completamente alternativo alla Ricerca dei “nuovi baroni”.

 

I lavoratori presenti, attraversando in corteo l’Università La Sapienza, hanno poi raggiunto il CNR dove una delegazione ha consegnato ai vertici dell’ente la mozione finale votata dall’assemblea.

 

“È stata una giornata importante, nella quale si sono connesse le lotte che in questi giorni hanno animato e continuano ad animare gli Enti Pubblici di Ricerca”, è il commento di Claudio Argentini, del Coordinamento Nazionale USB P.I. “Continueremo in questa direzione, con la costruzione del Manifesto politico sulla Ricerca Pubblica, che dovrà dar voce a tutti quei lavoratori e lavoratrici degli enti, ricercatori, tecnici e amministrativi, che rappresentano l’anima della ricerca pubblica e che sono stati esclusi dalla lobby che ha prodotto la cosiddetta bozza Giannini”.

 

“Oggi la giornata di protesta ha attraversato tre luoghi simbolo della ricerca pubblica proprio perché la protesta contro la riforma non è solo di qualche categoria, ma rappresenta lo scontro tra due idee di ricerca pubblica. Noi - evidenzia Argentini - siamo dalla parte di coloro che interpretano la propria funzione con spirito di servizio nei confronti del Paese inteso come committenza sociale”.

 

“Continueremo con le iniziative di protesta proprio nella convinzione che il patrimonio degli EPR debba rimanere nelle disponibilità della committenza sociale e non debba invece essere consegnato nelle mani di quella privata”, conclude il sindacalista.

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