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RICERCA: I PRECARI LICENZIATI DEL C.R.A. PROTESTANO ALLESTENDO LABORATORI DAVANTI AL MINISTERO DELL'AGRICOLTURA

Mercoledì 21 gennaio presidio a Roma in via XX Settembre 20 – ore 11.00

Roma -

Il Consiglio per la Ricerca e la sperimentazione in Agricoltura (CRA) è un Ente nazionale di ricerca e sperimentazione con competenza scientifica generale nel settore agricolo, agroindustriale, ittico e forestale. La distribuzione sul territorio nazionale consente al CRA di diffondere capillarmente le proprie competenze, operando sinergicamente con le Amministrazioni centrali, gli Enti locali, le imprese e le associazioni di categoria.

A causa del blocco delle assunzioni nel CRA è precario un ricercatore su tre, con una media di anzianità di 7-8 anni. Adesso il CRA ha licenziato circa il 30% di questo personale precario, composto da giovani ricercatori e tecnici di altissima professionalità.

 

Denuncia il responsabile per il precariato CRA dell’USI-RdB Ricerca, Salvatore Vitale: "Mentre tutti gli Enti di Ricerca hanno riassunto i precari, sia atipici che a tempo determinato, il CRA è ad oggi l'unico Ente che sta licenziando decine di precari in tutto il territorio nazionale. Così, mentre si parla tanto di difesa dell'agricoltura italiana e del prodotto nazionale, la Direzione Generale dell’Ente non opera per impedire questo grave danno alla ricerca,  e abbandona di fatto un settore che ha come scopo proprio l'innovazione in agricoltura lasciando ad altri paesi la ricerca del settore”.

 

“I licenziati sono stati impiegati come lavoratori subordinati anche avendo un contratto atipico – spiega Vitale - pertanto i nostri studi legali stanno valutando le possibili azioni per dimostrare l'illegittimità di questi rapporti. Inoltre molti sono idonei a concorsi a tempo indeterminato e a tempo determinato e dunque potrebbero essere convertiti e riassunti facilmente”.

 

“Intanto come lavoratori abbiamo iniziato le mobilitazioni - aggiunge Vitale - e la mattina di mercoledì 21 saremo in presidio davanti al Ministero dell'Agricoltura dove allestiremo dei laboratori di campo, come quando ci rechiamo presso le coltivazioni studiate, e in strada continueremo la ricerca sulle malattie del piante, per produrre nuove varietà di piante, per migliorare le produzioni di carne italiana e per tutte le altre ricerche per tanti anni abbiamo svolto con passione e che ora il CRA sta togliendo all'Italia. Vedremo se Ministro, Regioni ed associazioni di settore assisteranno inermi a questa decisione", conclude il sindacalista Usi-RdB.

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