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RICERCA: INIZIA LA MOBILITAZIONE PER RESPINGERE L'ATTACCO DEL GOVERNO DEI PROFESSORI. 3 APRILE PRESIDIO AL MINISTERO DELLA FUNZIONE PUBBLICA, ORE 10.30

Roma -

“Senza troppo clamore, il Governo dei professori sta completando l’opera di distruzione della ricerca pubblica iniziata dal Governo Berlusconi”, esordisce Claudio Argentini, responsabile nazionale di USB P.I. Ricerca. “Due enti di grande rilievo nel panorama degli enti pubblici di ricerca, quali ISFOL e ISPRA, rischiano di diventare agenzie, sottraendo così tantissimo al Paese in termini di qualità dell’intervento su temi centrali come ambiente e lavoro”.

 

“A questo – prosegue Argentini - si aggiunge l’inspiegabile blocco del DPCM di assunzione degli ultimi vincitori di concorso, il mancato riconoscimento per i ricercatori del servizio prestato in anni di precariato e una normativa incredibilmente penalizzante in tema di carriere. La vita dei lavoratori degli enti di ricerca è sempre più difficile ed è difficile dar loro torto se decidono di scappare da questo Paese”.

 

“Come se non bastasse la prossima settimana saremo chiamati a discutere dell’applicazione della riforma Fornero nel Pubblico Impiego – sottolinea il dirigente USB - con il rischio estremamente concreto per i precari della ricerca di essere sempre più precari o addirittura licenziati.”

 

Incalza Argentini: “Ormai è improrogabile l’apertura di una nuova stagione di lotte a difesa della ricerca pubblica e dei suoi lavoratori, di ruolo e precari. Il Governo dei professori sappia che non staremo a guardare mentre affossano la ricerca pubblica e attaccano le condizioni materiali del personale, ricercatori, tecnici e personale di supporto, vera anima degli enti pubblici di ricerca”.

 

Conclude il rappresentante USB: “Iniziamo martedì 3 aprile, con un presidio alla Funzione Pubblica dalle ore 10.30, per porre al Ministro Patroni Griffi alcune questioni che sono di sua stretta competenza e per dare complessivamente un segnale al Governo, in particolare sulla questione precariato, che sarà sul tavolo di confronto con i sindacati il giorno successivo”.

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