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RICERCA: PRESIDIO PRECARI ISPRA; LAVORATORI PULISCONO VETRI PER VEDERE CHIARO SUL FUTURO DELLA RICERCA

Roma, Ministero dell’Ambiente – Via Cristoforo Colombo 44

Roma -

“Abbiamo organizzato il lavaggio dei vetri al semaforo di fronte al Ministero dell’Ambiente per protestare contro la nebbia che il Ministero e la struttura commissariale hanno creato sul personale ed in particolare sul precariato”, spiega Raffaella Piermarini, del coordinamento precari USI RdB Ricerca.

 

I precari dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, in presidio davanti al Ministero, stanno infatti vivendo nella forte incertezza determinata dalla creazione del nuovo Ente, derivato dalla fusione di APAT, ICRAM e INFS (enti di ricerca vigilati dal Ministero dell’Ambiente, tutti coinvolti nella ricerca e nella sorveglianza ambientale) e dalla imminente scadenza di molti contratti. Gli atipici inquadrati con contratti di fatto illegittimi ed i lavoratori a tempo determinato in stabilizzazione vedono le scadenze contrattuali come un licenziamento, con rinnovi difficili e lunghissimi che negano il salario ai lavoratori e le professionalità alla ricerca. Tutto questo in presenza di finanziamenti e di vantaggio per il Paese.

 

“Non è possibile – aggiunge Piermarini - che i precari rimangano sempre lavoratori virtuali, quando in realtà noi siamo veri e facciamo ricerca per il bene della collettività. L’indeterminatezza che c’è in questo ente necessita trasparenza, vogliamo riuscire a vedere un futuro, ottenere certezze ed un piano triennale di assunzioni: ne abbiamo abbastanza di precariato”, conclude la sindacalista USI RdB Ricerca.

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