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RICERCA: USB, FUORVIANTE LEGARE DESTINO ENTI PUBBLICI A ESITO REFERENDUM

Nascono comitati per il NO in molti EPR

 

 

Roma -

COMUNICATO STAMPA

 

“Legare il destino della Ricerca al SI al Referendum, come ha fatto il Presidente dell’Istituto Superiore di Sanità Ricciardi al Forum sul futuro della Ricerca, è a nostro avviso fuorviante sia rispetto al valore del Referendum, sia rispetto a quello che serve davvero alla Ricerca nel nostro Paese”, così Cristiano Fiorentini, dell’Esecutivo nazionale USB Pubblico Impiego.

 

“Innanzitutto la Ricerca non è tutta uguale – rimarca Fiorentini - esiste una ricerca privata, già ampiamente finanziata dal Governo con continue detassazioni, che produce risultati più che discutibili. Poi esiste una Ricerca pubblica che guarda alla collettività e che determina il grado di civiltà di un Paese, che deve essere finanziata dallo Stato perché interviene in ambiti fondamentali come la salute, l’ambiente, l’energia, e chi più ne ha più ne metta”.

 

Prosegue il dirigente USB: “La visione che traspare, neanche tanto velatamente, dalle parole del Prof. Ricciardi, è quella di una Ricerca che sta sul mercato esattamente come qualsiasi impresa e che deve attirare finanziamenti dall’estero. Ma chi finanzia, se non è lo Stato, cerca esclusivamente un ritorno economico. Ecco allora che una ricerca così concepita diventa finalizzata al profitto e non alla conoscenza o al miglioramento delle condizioni di vita della popolazione”.

 

“Gli Enti Pubblici di Ricerca sono al collasso, con migliaia di precari a rischio licenziamento e, per alcuni enti, anche il rischio di non arrivare a pagare gli stipendi. Tutto questo grazie alle politiche di BCE, FMI e UE – rammenta Fiorentini - alle quali il nostro Paese  si è completamente assoggettato, tagliando welfare, servizi ed anche la ricerca pubblica. Per cui, pur rispettando le opinioni di tutti, rigettiamo l’idea che il futuro della Ricerca sia legato agli esiti di un referendum che riguarda l’assetto Costituzionale e democratico del nostro Paese”.

 

“Negli EPR si sono costituiti numerosi comitati per il No al referendum, con una grande partecipazione da parte dei ricercatori e di tutti i lavoratori della Ricerca, di tutti coloro che vogliono un Paese democratico nel quale la Ricerca Pubblica sia libera indipendente e al servizio della committenza sociale”, conclude l’esponente nazionale USB.

 

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