Rider: il nodo decisivo è riconoscere il lavoro subordinato
Dalle anticipazioni di stampa sullo schema di decreto legislativo di recepimento della Direttiva europea sul lavoro tramite piattaforme emergono alcuni elementi di indubbio interesse, come il rafforzamento della trasparenza algoritmica, il divieto di decisioni esclusivamente automatizzate sulla sospensione o cessazione del rapporto e il diritto dei lavoratori a conoscere, contestare e ottenere il riesame delle decisioni assunte dalle piattaforme.
Tuttavia, il nodo decisivo continua a essere quello della subordinazione. Se le anticipazioni saranno confermate, il decreto ancora non compie il passo necessario per superare il modello del falso lavoro autonomo. In particolare, il richiamo alla presunzione di subordinazione già prevista dal Decreto Primo Maggio non sembra introdurre un meccanismo realmente più efficace di riconoscimento del rapporto di lavoro subordinato.
Attendiamo di poter esaminare il testo ufficiale, ma riteniamo fin d'ora che il recepimento della direttiva europea debba rappresentare l'occasione per affrontare il cuore del problema: riconoscere che il lavoro organizzato e controllato dalle piattaforme è lavoro subordinato, con la conseguente applicazione delle tutele salariali, previdenziali e normative previste dal contratto collettivo di riferimento, che per noi non può che essere quello della Logistica. Saranno questi i temi che porteremo al confronto con il Ministero del Lavoro sullo schema di decreto legislativo, con l'obiettivo di trasformare il recepimento della direttiva in un reale avanzamento dei diritti dei rider e di tutti i lavoratori delle piattaforme.
Unione Sindacale di Base