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Rinnovo CCNL funzioni centrali, domani si parla di risorse economiche. Usb: i 3,5 miliardi trovati per le imprese dimostrano che tenere bassi i salari dei dipendenti pubblici è una scelta politica

Nazionale -

Domani, 18 dicembre, ci sarà una nuova seduta del tavolo per il rinnovo del CCNL delle FFCC con all’ordine del giorno la parte economica.

Le posizioni sono già emerse durante la prima riunione di contrattazione, tra chi, facendo proprie le determinazioni della controparte, accetta docilmente le scelte del Governo, e chi, come noi, ritiene che a disposizione del tavolo debba esserci non solo l’utilizzo delle risorse, ma anche la loro quantificazione.

Le risorse ci sono. A dircelo non è più solo l’assurdo piano di riarmo deciso dall’Unione Europea, ma anche le recentissime modifiche alla legge di bilancio che hanno trovato 3,5 mld aggiuntivi da destinare alle imprese. È evidente quindi che il contenimento dei salari pubblici fa parte di una strategia economica del Governo Meloni appiattita sull’austerità decisa dall’Unione Europea.

In funzione di ciò, USB presenterà domani le proprie proposte che mirano non solo al recupero di quanto perso con il precedente contratto, ma anche ad una vera redistribuzione della ricchezza, necessità ormai indifferibile nel nostro Paese, che si realizza solo con aumenti che vadano oltre l’inflazione.

Lo diciamo al Ministro Zangrillo, che continua a prendere in giro lavoratrici e lavoratori pubblici con cifre buttate a caso e decontestualizzate, prive di qualsiasi significato.

Lo diciamo alla Meloni che, dopo il riconoscimento dell’UNESCO alla cucina italiana, può già festeggiare il primato dell’Italia per i peggiori salari dei dipendenti pubblici in Europa.

Sappiamo bene che non sarà una trattativa semplice, ma sicuramente non consentiremo che si chiuda come una pratica burocratica da sbrigare nel più breve tempo possibile. Va invertita la tendenza, i salari reali devono tornare a crescere.