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Rinnovo CCNL: i lavoratori non possono più pagare il prezzo di un sistema fallimentare

Roma -

La riapertura del tavolo per il rinnovo del CCNL Vigilanza Privata e Servizi Fiduciari viene presentata ancora una volta come un momento decisivo per il futuro del comparto. Un settore strategico, che coinvolge oltre 100 mila lavoratrici e lavoratori impegnati quotidianamente nella sicurezza di aeroporti, ospedali, tribunali, logistica, grande distribuzione e infrastrutture sensibili.

Eppure, al di là degli annunci, permane tutta la nostra profonda preoccupazione rispetto alla reale capacità e volontà delle organizzazioni sindacali firmatarie di invertire una deriva contrattuale che dura ormai da decenni.

I lavoratori della vigilanza privata e dei servizi fiduciari conoscono bene la realtà: salari insufficienti, turni massacranti, riposi sistematicamente sacrificati, straordinari continui, carichi di lavoro sempre più pesanti e una organizzazione del lavoro che troppo spesso comprime diritti e dignità.

Negli anni, i tavoli di contrattazione non sono stati in grado di produrre un reale miglioramento delle condizioni economiche e normative del settore. Al contrario, abbiamo assistito ad un progressivo peggioramento del contratto, con l’introduzione di maggiore flessibilità, minori tutele e un impoverimento generale della qualità del lavoro.

È bene ricordare che gli ultimi incrementi salariali significativi non sono stati il risultato della forza della contrattazione collettiva, ma dell’intervento della magistratura, che ha definito alcune retribuzioni addirittura incompatibili con i principi costituzionali. Un fatto gravissimo che certifica il fallimento di un sistema contrattuale incapace di garantire salari dignitosi.

Oggi il rischio concreto è che anche questo rinnovo si traduca nell’ennesimo compromesso al ribasso: pochi euro distribuiti in tempi lunghissimi in cambio di ulteriore flessibilità, peggioramento delle turnazioni, aumento della disponibilità richiesta ai lavoratori e ulteriore compressione dei riposi.

La carenza strutturale di personale che ormai colpisce tutto il comparto non nasce per caso. È la conseguenza diretta di anni di salari poveri, condizioni di lavoro insostenibili e totale mancanza di valorizzazione professionale. Continuare a ignorare queste cause significa condannare il settore ad una crisi ancora più profonda.

Allo stesso modo, il sistema degli appalti al massimo ribasso continua a rappresentare il principale strumento di dumping salariale e contrattuale. Finché la sicurezza verrà trattata come una merce da acquistare al prezzo più basso, sarà impossibile garantire condizioni dignitose ai lavoratori e qualità reale dei servizi.

Riteniamo che il settore abbia bisogno di una radicale inversione di rotta:

  • aumenti salariali reali e immediati;
  • tutela effettiva dei riposi;
  • limitazione degli straordinari e dei cambi turno continui;
  • maggiore sicurezza operativa;
  • riconoscimento professionale per guardie giurate e operatori fiduciari;
  • contrasto al sistema degli appalti al massimo ribasso;
  • riduzione della precarizzazione e della flessibilità selvaggia.

I lavoratori hanno bisogno di un contratto che restituisca dignità, salario e diritti.

Per questo continueremo a denunciare ogni tentativo di scaricare ancora una volta sui dipendenti il peso delle difficoltà del settore e ribadiamo che nessun vero cambiamento potrà arrivare senza il protagonismo diretto delle lavoratrici e dei lavoratori.

Continueremo a sostenere ogni percorso di mobilitazioni e vertenze necessarie per impedire che il prossimo rinnovo diventi l’ennesima occasione persa o, peggio ancora, un nuovo arretramento delle condizioni contrattuali nel comparto della vigilanza privata e dei servizi fiduciari.

 

USB Unione Sindacale di Base – Coordinamento Vigilanza Privata e Servizi di Sicurezza