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Rischio strage per Covid-19 nei magazzini della logistica, USB invia lettere di diffida alle aziende

Nazionale -

È impressionante la crescita di casi di contagio e focolai che registriamo nei magazzini logistici dislocati in particolare tra il nord Emilia e la Lombardia.

L'affollamento sulle rulliere, sulle ribalte, le consegne affannose dei corrieri, il pendolarismo obbligato su mezzi di trasporto pubblico troppo affollati non lasciano scampo ai facchini.

A queste condizioni disastrose dobbiamo sommare il comportamento irresponsabile e criminale di quei datori di lavoro che lesinano la segnalazione agli enti competenti del numero di lavoratori venuti in contatto con soggetti positivi al virus al fine di evitare il forzato, ma necessario, "assenteismo".

USB non fa e non farà sconti nel denunciare tali comportamenti penalmente perseguibili. In questi giorni USB Logistica è impegnata a spedire a tutte le aziende una diffida alla pronta e rigorosa applicazione dei protocolli anti Covid-19 prevista nei DPCM. Ai padroni della logistica viene richiesto di:

- adottare le misure organizzative adeguate a garantire il distanziamento sociale prevedendo quindi tempi di entrata e uscita, turnazioni, pause, dilazionate nel tempo con forme di riduzione dell'orario di lavoro a parità di salario;

- effettuare la sanificazione del luogo di lavoro, dei mezzi e degli strumenti, dei locali di ristoro ed igienici fatta quotidianamente e comunque all'inizio di ogni turno;

- infine, per superare le criticità rappresentate dall'inadeguatezza dei servizi di trasporto pubblico, che espone a pericolosi affollamenti, USB Logistica chiede che le aziende predispongano a proprie spese corse che si affianchino e si coordinino in aggiunta al TPL.

In tutte le situazioni in cui verranno verificate inadempienze da parte dei datori di lavoro USB invita i lavoratori alla protesta della "messa a disposizione ai sensi del Testo Unico sulla Sicurezza" (D. Lgs. 81/2008) che consiste nel fermare le produzioni senza abbandonare il lavoro sino a che non vengono attuate le misure utili a garantire salute e sicurezza. Si tratta di un'astensione dal lavoro dovuta alle mancanze datoriali e che quindi deve essere comunque retribuita.

Questa seconda ondata di contagi si può battere se non si scaricano tutte le conseguenze sulla pelle delle lavoratrici e dei lavoratori, se si mette al centro il diritto alla vita e alla salute pubblica anziché il profitto di pochi, se non si vende fumo ed ipocrisia fingendo di colpire i comportamenti individuali.

I facchini lavorano per la comunità, non si ammalano per la movida.

USB Lavoro Privato - Settore Logistica

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