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ROMA CAPITALE: USB, OCCORRE RIPARTIRE DA ZERO

Roma -

L’inchiesta aperta dalla Procura di Roma squarcia il velo di omissioni, silenzi e interferenze che da anni caratterizza la capitale. La magistratura ha indagato su una parte esiziale di appalti di servizi, giungendo alla conclusione di un sistema con caratteristiche di mafia.

 

L’USB di Roma Capitale si domanda con quale faccia questa Giunta possa continuare a pretendere sacrifici dai cittadini e dai lavoratori, imponendo nuove e più aspre tassazioni,  tagli alle retribuzioni dei dipendenti e tagli ai servivizi, a fronte di quanto sta emergendo su un sistema che ha foraggiato malaffare, con pesanti responsabilità dei vertici politici e di quelli amministrativi.

 

La longa manus della attività criminale ha permesso in questi anni di espellere dalla gestione diretta in capo all’ente pubblico attività che sono state via via privatizzate: è il caso dei servizi di cura del verde, delle attività ausiliarie e di mensa nelle scuole e nei nidi, oltre a tutte le attività in capo ai servizi sociali, esternalizzate a cooperative di ogni colore, finanche ai sistemi informatici della capitale.

Su tutto ciò l’USB di Roma Capitale ha prodotto dossier e documenti, beatamente ignorati dalla politica e anche dall’attuale Giunta.

 

Anche per questo l’USB è dell’avviso che gli inquilini del Campidoglio debbano andarsene.

Non è tollerabile aggredire gli stipendi da fame dei comunali e leggere che il Vice capo di Gabinetto di Veltroni riceveva 5.000 Euro al mese di provenienza illecita aggiunti allo stipendio; non è sopportabile mettere in mobilità coatta i 6.000 vigili urbani della città su disposizione di quel responsabile anticorruzione della capitale oggi indagato; non è pensabile che il Segretario-Direttore Generale che lì lo ha insediato non abbia visto nulla.

 

Non è concepibile che il Sindaco Marino si ritenga immune da quella che è una responsabilità politica gigantesca. Non si tratta di mele marce: è marcio tutto l’albero.

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