AREA STAMPA

Dipartimento Comunicazione

Tel./Phone:
(+39) 3456712454

Fax:
(+39) 06 54070448

e-mail:
areastampa@usb.it

Roma, via dell'Aeroporto 129

Argomento:

Roma: di nuovo in stato di agitazione le lavoratrici ed i lavoratori dell’Associazione 21 Luglio

Roma -

Il personale di Associazione 21 luglio iscritto all'Unione Sindacale di Base è di nuovo in stato di agitazione dallo scorso dicembre. Infatti, a seguito dello sciopero ben riuscito del 2 luglio, il Consiglio Direttivo dell'Associazione non solo non ha mostrato alcuna volontà di distendere il clima — ricordiamo la denuncia per diffamazione ai danni del dirigente sindacale, che è stata recentemente archiviata — ma ha anche proseguito gli atteggiamenti lesivi della dignità di lavoratrici e lavoratori: ancora vessazioni, pressioni, accanimenti, disparità di trattamento, minacce di denuncia, ostacoli al confronto. Ancora contestazioni disciplinari, ammonizioni e sospensioni dal lavoro dai 6 ai 10 giorni (le ultime della scorsa settimana), sproporzionate ai fatti contestati, ritorsive e pretestuose, nei confronti del personale dipendente iscritto al sindacato.

Questi atteggiamenti vessatori da parte di Associazione 21 luglio hanno portato alle dimissioni di altri due dipendenti "storici" dell’Associazione — che si sommano alle precedenti quattro, per un totale di sei dimissioni negli ultimi due anni — lavoratrici e lavoratori con contratto a tempo indeterminato, messi nelle condizioni economiche e psicologiche di lasciare il posto di lavoro in cui avevano investito anni di esperienza e impegno.

Nell'ambito dell'agitazione sindacale si registrano inoltre tre nuove gravi decisioni del Consiglio Direttivo: la brusca interruzione (imposta senza confronto e senza alcuna possibilità di mediazione) di due proficui tirocini formativi attivi da tempo tra Associazione 21 luglio e ASL che coinvolgevano persone in condizioni di fragilità; il mancato rinnovo dei contratti di prestazione occasionale di nove persone coinvolte in un percorso di empowement di comunità con la conseguente interruzione dei due servizi da loro gestiti presso il Polo ex Fienile e rivolti alle famiglie del quartiere; l’allontanamento di un ex tirocinante in condizioni di fragilità dall’attività del Polo che ha reso necessaria l’autorizzazione da parte del Consiglio Direttivo a una sua partecipazione, anche informale, agli eventi aperti al territorio.

La dirigenza di Associazione 21 luglio ha giustificato queste decisioni, improvvise e imposte senza alcun confronto, menzionando un presunto "clima" interno tossico e gli "ultimi accadimenti di dicembre” che hanno coinvolto lavoratrici e lavoratori iscritti al sindacato, con riferimento neanche troppo velato allo stato di agitazione dello scorso dicembre. L’ennesimo atteggiamento ritorsivo a cui siamo da anni abituati, ma che non siamo più disposti a subire.

È opportuno riconoscere come, grazie all'intervento del sindacato, il Consiglio Direttivo abbia riaperto nelle ultime settimane un canale di comunicazione con le collaboratrici a cui a gennaio non erano stati rinnovati i contratti di prestazione occasionale: un’altra dimostrazione concreta dell’importanza delle azioni sindacali in Associazione 21 luglio.

Infine, è utile ricordare come, durante lo sciopero di luglio, lavoratrici e lavoratori avessero avvertito che le intenzioni della dirigenza di Associazione 21 luglio erano quelle di non rinnovare i contratti alle nove persone coinvolte nel percorso di empowerment e di svuotare progressivamente il Polo ex Fienile di molte delle sue progettualità legate al quartiere. L'Associazione aveva smentito tramite un post le parole delle lavoratrici e dei lavoratori in sciopero; eppure tutto ciò che era stato denunciato si sta verificando, a dimostrazione di come il Consiglio Direttivo di Associazione 21 luglio riesca a negare persino l'evidenza.

Sono ormai mesi che non vengono presentati progetti per il territorio di Tor Bella Monaca, che il personale impiegato al Polo viene progressivamente messo da parte e ostacolato nello svolgimento delle quotidiane attività lavorative e che alcune delle attività del Polo vengono interrotte o compromesse da scelte che non seguono altra logica se non quella della ritorsione.

Ci domandiamo perché il Comune di Roma non abbia ancora convocato USB e le lavoratrici e i lavoratori iscritti nonostante i numerosi stati di agitazione, diversi comunicati sulle inadeguate condizioni lavorative, una denuncia ai danni di un sindacalista e uno sciopero.  Come mai il Comune di Roma non si fa garante dei diritti delle lavoratrici e dei lavoratori che sostiene di voler tutelare?

Siamo preoccupati — lo ribadiamo — per il benessere psicofisico del personale dipendente di Associazione 21 luglio e per il futuro del Polo ex Fienile e delle attività che lo animano. Ci auguriamo che la presente agitazione sindacale sia finalmente risolutiva e conduca a un clima migliore tra quello che resta del personale iscritto al sindacato (viste le sei dimissioni volontarie su otto del personale iscritto) e il Consiglio Direttivo.