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San Basilio, la strana lotta ai clan: sgomberate due famiglie con quattro minori in violazione della legge regionale

In mezzo agli sgomberi effettuati per ragioni "di pubblica sicurezza" e per la lotta ai clan continuano a finire famiglie di lavoratori che ai sensi dell'attuale norma avrebbero diritto a 24 mesi di proroga al rilascio dell'immobile.

Roma -

Questa mattina nel quartiere di San Basilio, con l’ausilio di ingenti forze di polizia, carabinieri e vigili urbani di Roma Capitale, sono stati eseguiti 4 sgomberi, ordinati dal prefetto di Roma in collaborazione con l’Ater di Roma stessa, ente che detiene gli alloggi in questione.

L’operazione, presentata all’opinione pubblica come atta a contrastare la malavita organizzata, mostra in realtà il vero volto di come la Regione ed il Comune intendano gestire la questione abitativa a Roma, cioè come una questione di pubblica sicurezza e non un’emergenza sociale. In particolare, l’Asia-Usb nella sua sede di San Basilio sta seguendo i casi di due nuclei, uno composto da una donna con una figlia di quasi due anni e l'altro da una coppia con tre figli minori, i quali sono stati coinvolti nell’operazione di sgombero, e di fatto, sono state buttate in mezzo alla strada. Si ripete così il copione cui abbiamo assistito a Tor bella Monca la scorsa settimana.

Ciò che forse sfugge al Prefetto ed al Presidente Zingaretti stesso, il quale non hanno mancato di rivendicare con orgoglio gli sfratti eseguiti stamattina, è che i nuclei in questione sono occupanti proprio in virtù della Legge di regolarizzazione presentata dalla Giunta Regionale e votata dal Consiglio il 27 febbraio 2020, la quale INGIUSTAMENTE esclude dalla regolarizzazione amministrativa chi non è residente nell’alloggio alla data del 23 maggio 2014 (data in cui entra in vigore la legge Renzi-Lupi che blocca le residenze).

Nella stessa legge inoltre è concessa la possibilità di aderire ai bandi per l’assegnazione di un alloggio destinato all’assistenza abitativa ai nuclei che si trovano esclusi dalla regolarizzazione, sospendendo di fatto per 24 mesi il rilascio dell’immobile stesso. La domanda è stata inoltrata dal questo sindacato, ma la legge non viene applicata né dal Comune né dall’Ater. Ecco perché almeno due degli sgomberi effettuati stamattina violano la norma approvata dalla Regione Lazio stessa!

Ciò a cui stiamo assistendo in queste settimane è che con il pretesto della lotta alla malavita organizzata si stanno effettuando sgomberi a famiglie che non delinquono e che come unica colpa hanno quella di aver reclamato, inascoltate, il Diritto alla Casa.

Famiglie che per reddito avrebbero tutto il diritto ad abitare in un alloggio pubblico. Rimaniamo fermamente convinti infatti che le occupazioni di immobili sono una conseguenza diretta della mancanza di politiche abitative e dell’insufficienza del patrimonio esistente a soddisfare la domanda di edilizia pubblica a canone sociale. Non ci meraviglia costatare che la quasi totalità degli occupanti che si rivolgono ai nostri sportelli è, o era, effettivamente presente in graduatoria da anni.

Asia-Usb valuterà come intervenire a tutela dei propri associati, in tutte le forme e in tutti i modi possibili, sempre in difesa del Diritto alla Casa, mettendo in campo le azioni che reputerà necessarie.

Asia-Usb Roma

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