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SANITÀ LAZIO: USB, LE GOGNE MEDIATICHE SONO FUNZIONALI ALLA SANITÀ PRIVATA

Operatori e cittadini vittime di una situazione di degrado

Roma -

“Lo sbando in cui versano i Pronto Soccorsi romani è già tutto scritto nella quotidianità e nei dati dei tagli degli ultimi anni”, dichiara Licia Pera, USB Sanità. “Dal 2005 ad oggi nel Lazio sono stati tagliati oltre 7.000 posti letto, chiusi 26 ospedali e 11 Pronto Soccorsi. In tutto il Paese ci sono 45.000 posti letto in meno. Noi lo denunciamo da anni, la politica puntualmente lo ignora. Ma invece di fare lo scaricabarile, dovrebbe assumersene appieno la responsabilità”.

 

“I presunti risparmi di cui ciancia la Polverini - prosegue Pera - sono avvenuti sulla carne viva del servizio sanitario pubblico: tagli e chiusure, sistematica  riduzione del personale, enorme numero di precari sottopagati. Invece non è stato minimamente messo in discussione il sistema degli appalti e delle esternalizzazioni, responsabili di sprechi e malaffare, ai quali si continuano a mantenere inalterati i profitti nonostante il piano di rientro dal deficit”.

 

Incalza la dirigente USB: “Lo scandalo, con  relativa gogna mediatica, è unicamente funzionale alla rimozione di qualche direttore generale, per meglio rispondere ai variabili equilibri politici regionali e ad accontentare i famelici appetiti della sanità privata che si alimentano e vivono delle strutturali disfunzioni del pubblico. Una gogna che ha già prodotto il suo primo frutto avvelenato, con l’aumento delle aggressioni al personale dei Pronto Soccorsi, già molto elevate e che nella vergognosa campagna in atto trovano una sorta di giustificazione collettiva”.

 

“Per gli Operatori della sanità – sottolinea Pera - oltre il danno causato da condizioni di lavoro da schiavitù a fronte di continui tagli al salario operati da questa Regione, anche la beffa di essere imputati di  una situazione di degrado della quale non solo non sono responsabili, ma che combattono quotidianamente tentando di garantire ad ogni costo uno straccio di assistenza alla cittadinanza”.

 

“Non intendiamo assistere in silenzio allo scempio che si sta consumando e continueremo a difendere i lavoratori e il servizio sanitario pubblico l’unico in grado di garantire il diritto alla salute per tutti”, conclude la dirigente USB.

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