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SANITÀ LAZIO: USB, NOMINARE BOTTI A SUB COMMISSARIO È METTERE LA VOLPE A GUARDIA DEL POLLAIO

Roma -

“La nomina di Renato Botti a sub commissario della sanità del Lazio, è come mettere la volpe a guardia del pollaio”, commenta Licia Pera dell’Esecutivi nazionale USB P.I. .

 

“Già direttore generale della Sanità in Lombardia gestione Formigoni, ex direttore del San Raffaele di Milano, con la benedizione di ‘comunione e fatturazione’ - ironizza Pera - Botti rappresenta un chiaro segnale della volontà di continuare nell'opera di privatizzazione e dismissione della sanità pubblica e di regali a quella convenzionata”.

 

“Nel Lazio oltre un quarto della spesa sanitaria va al privato convenzionato – sottolinea la dirigente USB -  quello, per intenderci, senza rischio di impresa, nel quale i lavoratori e i cittadini pagano al posto degli imprenditori. Un privato che da sempre si propone con crescente aggressività per erodere ulteriormente pezzi di servizio pubblico”.

 

Prosegue Pera: “E mentre si apprestano a tagliare altri 900 posti letto in una regione che ne ha cancellati già oltre 7000, e nella quale i Lea non sono garantiti, la nomina di Botti arriva in contemporanea ad un rapporto, di dubbia rilevanza scientifica e statistica, dell'associazione dell'Ospedalità privata  (Aiop), che non solo boccia la sanità pubblica laziale a proprio favore, ma avanza anche le ricette per travasare miliardi dal pubblico al privato, tagliando naturalmente le spese del personale della sanità pubblica”.

 

Incalza Pera: “Sulla nomina di Botti così come sulle strategie sanitarie, del tutto uguali alle precedenti Giunte, tace la ‘cabina di regia’ e tace pure Zingaretti, tutti trincerati dietro al fatto che la nomina è di responsabilità governativa, neanche fosse un amministratore di condominio”.

 

“Come USB non permetteremo ulteriori privatizzazioni e regali ai privati convenzionati; non accetteremo la cancellazione del diritto alla salute, pubblica e di qualità, e preannunciamo un inizio d’anno di lotte contro una amministrazione regionale sorda e distante dai bisogni dei cittadini”, conclude la sindacalista.