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SANITÀ LAZIO: USB, SOSPESO TRASFERIMENTO DI PERSONALE DI "CASA IRIDE"

Prosegue la mobilitazione in difesa dell’hospice e di tutti i servizi

Roma -

Dopo un serrato con il confronto con il Direttore Generale dell'ASL RM/B,  i lavoratori insieme all’USB riescono ad ottenere la sospensione dei trasferimenti del personale di  “Casa Iride”, l’hospice romano sito in via di Torre Spaccata 157,  dove 7 pazienti in stato vegetativo sono assistiti da un pool di 6 infermieri e 6 oss altamente specializzati per gestire nelle 24 ore qualsiasi esigenza.

 

“L’azienda sanitaria ha revocato gli ordini di servizio che disponevano dal 1 settembre il trasferimento in blocco del personale nella medicina dell'Ospedale Pertini”, riferisce Piero Pesce, del coordinamento USB della ASL RM/B. “Inoltre ha reso nota la sua volontà di rivedere radicalmente, entro ottobre, il protocollo d’intesa ASL/Comune che ha permesso la nascita di questa esperienza, unica nel suo genere addirittura a livello nazionale”.

 

Prosegue il sindacalista: “La vicenda di ‘Casa Iride’ si colloca in una più ampia fase di riorganizzazione della ASL, che avrà gravissimi risvolti e che comprende la riduzione di importanti servizi.  Già sta avvenendo nei Municipi VI e VII, dove chiuderanno a breve cinque servizi territoriali per essere accentrati in un’unica struttura in via Casilina 1665, di proprietà privata (Lupi srl), con costi maggiori ed apparentemente con il benestare del nuovo Presidente del VI Municipio”.

 

Denuncia Pesce: “Ciliegina sulla torta dell’operato del Direttore Generale, Dott. Bonavita,  è rappresentato dalla stipula di un contratto da dirigente all'attuale responsabile del personale infermieristico ed ostetrico, Dott.ssa D’Innocenzo, contratto che, nonostante sia dichiarato a costo zero, ammonta alla modica cifra di 48.000 € lordi per 5 mesi, in assenza di autorizzazione regionale e presumibilmente in base ad una soggettiva interpretazione del Decreto Zingaretti n. U00235 del 7/6/13”.

 

“L’USB  e i lavoratori della ASL RM/B - conclude Pesce - continueranno la mobilitazione e la vigilanza contro questi scempi ed in difesa dei servizi e chiedono alla Regione Lazio, al Presidente Zingaretti ed al Comune di Roma di uscire dall’immobilismo”.

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