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Sanità spezzina, incoscienza o incompetenza?

La Spezia -

Apprendiamo dai nostri delegati della Sanità e dalla stampa che è imminente l’apertura di un reparto Covid positivi al Don Gnocchi di Via Fontevivo e di un altro alla clinica Alma Mater alla Spezia.

Riteniamo tale scelta frutto di incoscienza o di palese incompetenza, tenuto conto che le due strutture allo stato attuale risultano forse le uniche ancora “pulite” in provincia, grazie alle capacità o alla fortuna degli operatori.

Collocare venti pazienti Covid positivi in una struttura come la Don Gnocchi, che ospita in un piano pazienti in stato di coma, collegati perennemente ai monitor e ad apparecchiature vitali e in un altro pazienti con gravi problemi neurologici significa andare incontro all’ennesima epidemia ospedaliera, con gravi ricadute sia sui pazienti già gravemente immunodepressi, sia sugli operatori.

Ci chiediamo come mai non venga presa in considerazione la richiesta più volte presentata ed anche suggerita dalle direttive nazionali di prevedere due strutture indipendenti (Sant'Andrea e San Bartolomeo) una per le patologie tradizionali ed una per i covid-positivi.

Ci chiediamo altresì perché non venga sfruttato per intero l’ex ospedale militare o addirittura la caserma di Maricentro, che nelle sue camerate ospitava più di 1000 marinai di leva.

Ci sorge il dubbio che il modello “sanità lombarda” tanto caro alla giunta Toti (e che si è rivelato un fallimento allo stato dei fatti), serva solo ad arricchire i privati a discapito della salute dei pazienti e dei lavoratori della sanità.

 

La Spezia 7 aprile 2020.

 

USB La Spezia

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