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SCIOPERO ATAC: LAVORATORI RISPONDONO IN MASSA CONTRO DEMOCRAZIA NEGATA

Adesione del 70% con metro chiuse

Roma -

COMUNICATO STAMPA

Hanno risposto in massa i lavoratori di ATAC allo sciopero proclamato oggi da USB, ORSA TPL, FAISA CONFAIL, SUL CT, UTL: con un’adesione del 70%, che ha portato anche alla chiusura delle Metro A, B e C, della Roma-Lido e della Termini-Centocelle, hanno ribadito la loro imprescindibile richiesta di democrazia.

 

"Nel luglio 2015 Cgil, Cisl e Uil hanno firmato un accordo epocale in ATAC, che ha peggiorato le condizioni di lavoro e causato la perdita di una congrua parte di salario dei lavoratori", spiega Michele Frullo, dell’USB Lavoro Privato. “Il tentativo di trovare un'intesa da parte dell'assessore ai Trasporti, Linda Meleo, è stato vanificato dal diniego dall'A.U. di ATAC, Manuel Fantasia”.

 

Prosegue il rappresentate USB: "L’accordo Era1-Era2 è stato firmato senza procedere ad un Referendum, contrariamente a quanto previsto dal Testo Unico della Rappresentanza Sindacale, negando così il diritto dei lavoratori ad esprimere il loro parere.  Ma il millantato salvataggio di ATAC, servito a giustificare un risparmio sui costi del lavoro, non è arrivato. A distanza di più di un anno il bilancio ATAC è in notevole dissesto, mentre i lavoratori vengono continuamente privati delle più elementari salvaguardie".

 

“La forte adesione allo sciopero di oggi è un palese grido di dissenso della categoria, che non può e non deve essere restare inascoltato. Roma Capitale, ATAC e sindacati confederali hanno il dovere morale, civile e costituzionale di restituire ai lavoratori il diritto democratico del voto sull'accordo Era1-Era2”, conclude Frullo.

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