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SCIOPERO E ASSEMBLEA NAZIONALE DEI PRECARI VENERDÌ 19 SETTEMBRE 2008

Assemblea a Roma , presso il Centro Congressi Cavour - Via Cavour 50/A (stazione Termini) ore 9.30 – 14.00

Roma -

Il Governo Berlusconi, approvando il DPEF, il DDL fiscale e convertendo in legge il d.l. 112, ha provveduto al blocco delle stabilizzazioni di oltre 200.000 precari della Pubblica Amministrazione e all’introduzione di norme anti-precari che nel settore privato precludono ogni speranza di trasformazione a tempo indeterminato per centinaia di migliaia di lavoratori.

“In questo modo l’attuale esecutivo dimostra di voler eliminare non la precarietà ma gli stessi precari, sia nel pubblico impiego che nel privato”, dichiara Carmela Bonvino della Federazione nazionale RdB-CUB. “Nel Pubblico Impiego intere categorie di personale precario non a Tempo Determinato, come Co.co.co, interinali e Lsu,  non vengono stabilizzate. Si aggiunge il blocco della copertura del turn over, il taglio dei fondi per le stabilizzazioni, delle risorse e degli organici (eclatanti quelli nella Scuola e nella Sanità) che produrranno licenziamenti o nuove esternalizzazioni e privatizzazioni”.

Prosegue Bonvino: “Nel privato le cose non vanno meglio. In continuità con le politiche di condono dell'ex-Ministro Damiano, il nuovo Governo e il nuovo Parlamento approvano norme anti-precari, permettendo ad Aziende come Rai e Poste di liquidare i precari storici con miseri indennizzi e, nonostante sentenze di tribunale, negare la trasformazione a tempo indeterminato a esclusivo danno di centinaia di migliaia di lavoratori, che rimarranno o torneranno a essere precari sfruttati e ricattati sui posti di lavoro, se non addirittura disoccupati”.

“Lo sciopero e l’assemblea nazionale dei precari del 19 settembre intendono essere una prima risposta unitaria dei lavoratori, per rilanciare con forza la richiesta della sanatoria generalizzata e dell’assunzione a tempo indeterminato di tutti i precari pubblici e privati, contro le politiche filo padronali e precarizzanti attuate dal Governo con il silenzio complice di Cgil Cisl Uil  e Ugl.”

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