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Argomento:

Sciopero generale il 2 dicembre con presidi in tutta Italia, sabato 3 dicembre manifestazione nazionale a Roma - ore 14.00 piazza della Repubblica

Nazionale -

I rapporti dell’OSCE e di altri enti internazionali hanno certificato, quello che era già evidente: i salari italiani sono fermi da decenni e sono tra i più bassi in Europa.

Attualmente il salario medio di un lavoratore a tempo indeterminato è di circa 1550 €, un operaio medio al netto percepisce 1350€, una commessa di magazzino 1100€, un operatore sociosanitario 1000€.

I contratti sottoscritti da Cgil, Cisl, Uil e Ugl assieme a Confindustria, non portano veri aumenti salariali e con l’introduzione dell’indice “IPCA depurato della componente energia importata”; hanno costruito una gabbia che lascia erodere i salari dall’inflazione.

Oggi con un’inflazione che viaggia oltre il 10%, l’IPCA è stimato al 4,7%, la perdita per i salari è quindi sicura.

Un furto di migliaia di euro, un impoverimento reso palese dalla difficoltà dei lavoratori a far fronte alle spese primarie.

L’aumento di tariffe, affitti, mutui, alimenti e cure, ossia delle spese vitali, investe in maniera più forte i redditi dei lavoratori e le famiglie economicamente più fragili.

La guerra che la maggioranza dei lavoratori non vuole, è stata l’occasione sia per una colossale speculazione sui prezzi, in particolar modo dell’energia e sia per aumentare le spese militari.

Il governo Meloni come Draghi propone i bonus, operazioni demagogiche, che spacciano per aumenti, liberalità che le aziende possono decidere o meno di dare.

Occorre rompere questo sistema contrattuale che tiene bassi i salari.

La ricchezza è prodotta dai lavoratori e deve tornare a loro come salario e pieni diritti.

Scioperiamo e manifestiamo per

  • aumenti salariali che superino l’inflazione reale oggi al 10%
  • la reintroduzione della scala mobile
  • l’introduzione del salario minimo per legge a partire da 10€ l’ora

Abbassate le armi e alzate i salari!

Unione Sindacale di Base - Lavoro Privato

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