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SCUOLA: DOMANI SCIOPERO NAZIONALE DEGLI EX-LSU ATA

A Roma presidio al Ministero della Pubblica Istruzione - viale Trastevere, ore 10.00

Roma -

Sono più di 13.000 in tutta Italia gli ex-Lsu che operano nelle scuole nei servizi di pulizia. A causa dell’incertezza sui finanziamenti delle attività, molti di loro sono ormai da tre mesi senza stipendio mentre le aziende che gestiscono in appalto il servizio hanno avviato già le procedure di licenziamento collettivo per tutti. Tale situazione si aggraverà ulteriormente, poiché il bilancio di previsione del MIUR del 2011, appena approvato dal Senato, prevede un forte taglio allo stanziamento di risorse per garantire le pulizie nelle scuole, il che comporterà più di quattromila esuberi.

 

Contro questi provvedimenti, frutto della scelta scellerata di mantenere l’appalto del servizio pur di continuare a garantire il mantenimento degli utili di grosse aziende del settore, e contro la latitanza del MIUR nel confronto con il sindacalismo di base, domani sciopereranno e manifesteranno gli ex-Lsu della scuola, con presidio a Roma sotto la sede del MIUR in viale Trastevere, dalle ore 10.00, al quale prenderanno parte lavoratori provenienti da diverse regioni.

 

Obiettivo della protesta è quello di chiedere e ottenere: la previsione e lo stanziamento delle risorse necessarie a garantire la continuità lavorativa e senza riduzioni orarie o di personale degli addetti ex-Lsu operanti nelle scuole; la convocazione di immediati incontri con il MIUR e il Ministero del lavoro per evitare i tagli per il 2011; prepensionamenti e processi di definitiva stabilizzazione del personale ex-Lsu attraverso il riconoscimento del servizio prestato in questi anni al fine dell’inserimento nelle graduatorie ATA per le assunzioni a tempo indeterminato nelle scuole.

 

 “Oggi i lavoratori - evidenzia Carmela Bonvino, della USB Lavoro Privato – non sono più disposti a pagare il prezzo della irresponsabilità del MIUR e dei sindacati concertativi che nel 2000, con la scusa di stabilizzare i Lsu che operavano nelle scuole, hanno promosso un’esternalizzazione di servizi ausiliari dal valore di 350 milioni di euro. Il risultato sono licenziamenti e bassi salari, mentre è necessario che si inverta rotta e che si taglino gli sprechi e non i posti di lavoro, riconoscendo a questi lavoratori il diritto a soluzioni di vera stabilità negato più di dieci anni fa ”, conclude la rappresentante sindacale.

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