Scuola, università e ricerca: una bella giornata di lotta, uno sciopero giusto, un segnale importante verso l'assemblea di USB del 5 Aprile
Da Roma a Torino, da Bologna a Genova, da Palermo a Napoli, in più di trenta piazze un grande sciopero studentesco ha attraversato il Paese.
USB non ha esitato, nei settori di Università e Scuola, a indire una giornata di sciopero, partecipando con tutto il comparto Istruzione, Università, Ricerca e Afam alle proteste studentesche, portando i punti di rivendicazione politica e sindacale che interessano un comparto che va verso un rinnovo contrattuale povero, come tutti quelli dei settori che hanno preceduto e che ci parlano della considerazione che questo Governo ma soprattutto classi dirigenti guerrafondaie e avventuriste pensano per lo stato sociale. Uno Stato di guerra, un modello di società disastroso e generatore di morte.
Se ne sono resi bene conto i lavoratori e le lavoratrici degli atenei italiani, che denunciano da tempo l'indirizzo ormai instradato su binari precisi della ricerca di questo Paese e la sua sottomissione agli interessi degli apparati militari e industriali.
Se ne sono resi conto anche lavoratrici e lavoratori della scuola, di fronte al dispiegarsi del modello Valditara, fatto di linee guida reazionarie, codici disciplinari, chiamata diretta degli insegnanti di sostegno, precariato diffuso.
Non è il momento di elenchi e di rivendicazioni dettagliate, oggi conta cogliere che da scuole e università arriva un segnale importante di risposta. Lo condivideremo domani nella grande assemblea di piazza santi apostoli con tutto il mondo del lavoro per dire ancora una volta e sempre con maggiore forza di alzare i salari e di abbassare le armi.