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SCUOLA: USB, FIRMATO ACCORDO CHE ACCELERA LA MARCIA VERSO L'ANNULLAMENTO DEL CONTRATTO NAZIONALE

In cambio, meno diritti e non un posto di lavoro in più

Roma -

Governo CISL, UIL, SNALS e GILDA hanno firmato ieri l’accordo contrattuale definitivo in cui, per i futuri assunti in ruolo nella scuola, si elimina il gradone stipendiale che si guadagnava dopo 3 anni di servizio.

Secondo USB Scuola, è stata così sancita l’introduzione per i neo assunti del salario d'ingresso con minor diritti, come ad esempio l'impossibilità di trasferirsi per 5 anni. Ma il fatto più importante è la completa vulnerabilità del Contratto Nazionale, ora alla mercé di qualsiasi appetito del governo di turno, vulnerabilità che riguarda sia tutta la categoria ma anche tutto il Pubblico impiego, rendendo, nei fatti, tutti precari.

 

Questo accordo, definito dalle organizzazioni firmatarie come frutto “di relazioni sindacali moderne”, non aggiunge 1 posto di lavoro in più a fronte di pensionamenti che nella scuola in questi ultimi 6 anni sono stati 275 mila e per i prossimi tre anni saranno altri 120 mila, mentre i tagli rimangono intatti. Tagli e innalzamento dell'età pensionabile non sono stati però sufficienti a chiudere il buco d'organico, coperto dai precari ad oggi in numero ben quattro volte superiore ai 67mila posti promessi nel tentativo di alleggerire i fattori di malcontento.

 

Resta inoltre la questione della parte di assunzioni dalle vecchie graduatorie del 2009-2010. Con il pretesto leghista di favorire gli insegnanti al nord, ulteriori criteri di selezione, dai quali verrà sicuramente un'altra ondata di ricorsi, vanno ad aggiungersi ai “pasticci” degli ultimi anni già sanzionati dalla Corte Costituzionale. Ma l’obiettivo reale è quello di dimostrare che le graduatorie vanno eliminate, così da lasciare libertà di assumere e licenziare ai  dirigenti e ai burocrati ministeriali.

 

La CGIL per ora non firma e chiede la “transitorietà” dell'accordo. Significa forse che neanche tra 3 anni verrà il rinnovato il Contratto Nazionale? La FLC-CGIL sta per rinunciare alla battaglia, che pure aveva annunciato, in difesa dei precari e della scuola, ostaggio del Patto sociale con il Governo e la Confindustria.

 

I sindacati collaborazionisti, dunque, hanno regalato i sacrifici dei lavoratori al Governo delle Banche Europee, svendendo i diritti di tutti senza ottenere nulla che il Governo non fosse già obbligato a fare. Un’ennesima riprova di quanto sia indispensabile il sindacato indipendente da Governi e padroni per riportare i lavoratori e i loro figli nella scuola.

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