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Stallo Alitalia, USB: i lavoratori ribadiscono le 5 condizioni per il rilancio e scioperano il 25 ottobre

Roma Fiumicino -

A due anni e mezzo dal commissariamento di Alitalia, superata la scadenza del 15 ottobre per la cessione aziendale, ci troviamo in una situazione caotica e sempre più preoccupante.

  • E’ evidente che il piano preparato dagli strapagati consulenti di ferrovie per ingresso Delta sia stato un colossale bidone;

  • I CdA di Ferrovie e Atlantia si limitano a dichiarazioni su disponibilità future, comprensibili mesi fa e non certo dopo lunghe trattative, con FS che chiede addirittura ulteriori 8 settimane di tempo;

  • Delta e Lufthansa si spartiscono il mercato italiano del trasporto aereo al minor prezzo, quasi fossimo tornati al tempo del congresso di Vienna;

  • Il Governo si è vincolato a questi giochi incrociati e abbandona i precisi impegni per rilancio e occupazione fatti durante tutto quest’ultimo anno di confronto.

  • L’azienda sta prosciugando i 900 milioni del prestito ponte e c’è un nuovo finanziamento pubblico di 350 milioni teso solo a garantire interessi privati.

  • Ormai la parola “liquidazione” non è più un tabù mentre si aspetta il responso del tribunale di Civitavecchia per quest'ennesimo rinvio.

 

Dei lavoratori di Alitalia non parla nessuno, sapendo già che si taglieranno migliaia di posti di lavoro, con gli strumenti di “mitigazione sociale” evocati da Atlantia nel suo comunicato.

 

Invece i lavoratori di Alitalia sono i protagonisti di questa vicenda e con la prima partecipata assemblea svolta mercoledì 16 ottobre a Fiumicino rilanciano 5 condizioni:

SÌ a un piano di rilancio legato allo sviluppo della flotta e delle direttrici di lungo raggio;

SÌ a salvaguardia del perimetro e reinternalizzazione lavorazioni appaltate;

SÌ alla riforma delle regole del sistema del trasporto aereo e contro il dumping contrattuale.

NO a “mitigazioni sociali” e tagli occupazionali con interventi sul costo del lavoro;

NO a sperperi di denaro pubblico per finanziare i licenziamenti a tutela di interessi privati.

 

Ulteriori risorse pubbliche non devono essere un prestito, ma una garanzia per l'azienda. Da anni USB rivendica che queste sono le condizioni essenziali sulle quali invertire la rotta di Alitalia e per chiudere la stagione fallimentare delle privatizzazioni e dei soldi pubblici buttati senza alcun risultato.

 

Per queste ragioni i lavoratori annunciano lo sciopero di 24 ore di tutto il personale Alitalia il 25 ottobre.

 

Il Governo ora deve verificare e approfondire ogni ipotesi tecnica e giuridica alternativa, a partire da quelle già presentate alle istituzioni. Lo Stato può farsi restituire dai commissari il prestito erogato attraverso la restituzione “in natura” dei beni materiali e degli asset dell'azienda.

 

Questa potrebbe essere davvero l’unica strada per Alitalia e i suoi dipendenti, evitando di sperperare le risorse pubbliche e investendole a tutela degli interessi generali.

 

 

 

USB Lavoro Privato

 

 

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