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STM, USB al Ministero: piano industriale fino al 2034, ma servono garanzie per i lavoratori

Roma -

La delegazione USB è oggi presente al tavolo presso il Ministero sul futuro industriale di STM, con particolare riferimento agli stabilimenti di Agrate Brianza, Catania e Cornaredo.

L'azienda ha presentato il proprio piano industriale, confermando l'orizzonte temporale fino al 2034 e gli investimenti previsti sull'alta tecnologia.

Per Agrate Brianza, STM ha confermato l'anticipo del progetto e la conclusione di AG8 nel terzo trimestre del 2027. L'azienda sostiene inoltre che, fino al 2034, non ci sarà un impatto occupazionale complessivo, grazie a percorsi di formazione, riqualificazione e qualificazione professionale finalizzati a mantenere l'attuale livello occupazionale, PER I QUALI PERO' NON SI HA ALCUN DETTAGLIO CONDIVISO SU NUMERI E TEMPISTICHE DI REALIZZAZIONE.

Per Catania viene confermato il percorso industriale, ma rimane aperta una questione fondamentale: l'approvvigionamento idrico. STM ha riferito di un accordo con Sidra che dovrebbe garantire, da settembre 2027, una disponibilità di circa 400 metri cubi, mentre per sostenere pienamente gli obiettivi produttivi indicati al 2034 sarà necessario arrivare progressivamente a quantitativi molto superiori. Sarà quindi necessario un ulteriore accordo che consenta di garantire l'approvvigionamento necessario allo sviluppo dello stabilimento.

Per Cornaredo, invece, è prevista la realizzazione di un centro di ricerca denominato Digital Twin, con attività legate ai processi front-end e back-end, collaudo, qualifica e affidabilità. Secondo quanto illustrato dall'azienda, il progetto potrebbe arrivare a coinvolgere fino a 200 laureati.

Un piano importante, ma oggi non ci sono ancora tutte le garanzie

Come USB abbiamo riconosciuto l'importanza del piano industriale presentato e delle risorse pubbliche che lo accompagnano. Ma proprio perché si parla di un orizzonte che arriva al 2034, riteniamo necessario mantenere un approccio concreto e prudente.

La situazione internazionale e il mercato della tecnologia possono cambiare rapidamente. Per questo non è sufficiente guardare soltanto alle dichiarazioni contenute nel piano: servono vincoli, verifiche e precise clausole di salvaguardia per l'occupazione.

A nostro giudizio mancano ancora alcuni tasselli fondamentali: l'approvazione definitiva del Board, l'iter relativo alla Commissione europea e al Chips Act e, per Catania, il decisivo accordo con Sidra per garantire l'approvvigionamento idrico necessario allo sviluppo produttivo.

Sono elementi che possono incidere concretamente sulla realizzazione del piano e che devono essere affrontati prima di considerare concluso il percorso.

Nel corso dell'incontro l'azienda ha presentato anche una bozza di accordo quadro nella quale vengono ipotizzati processi di uscita con finestre temporali comprese tra 24 e 48 mesi, da approfondire successivamente anche a livello locale.

Per USB questo è un punto particolarmente importante.

Se la trasformazione industriale richiederà una profonda riorganizzazione del lavoro, bisogna affrontarla prima che eventuali ricadute occupazionali diventino esuberi.

Abbiamo quindi posto sul tavolo la necessità di valutare una diversa organizzazione del lavoro e una riduzione dell'orario, come strumenti per accompagnare la trasformazione e per evitare che eventuali difficoltà future vengano scaricate esclusivamente sui lavoratori.

Abbiamo inoltre chiesto che nell'accordo di programma vengano inserite clausole di salvaguardia occupazionale precise e vincolanti.

Le risorse pubbliche sono ingenti e l'orizzonte temporale è molto lungo. Di conseguenza, devono esserci garanzie altrettanto solide per chi lavora negli stabilimenti.

Non possono essere i lavoratori a pagare il prezzo di una riconversione industriale sostenuta anche con risorse pubbliche.

A fine ottobre il prossimo passaggio

Il prossimo appuntamento è previsto a fine ottobre al Ministero, quando l'azienda dovrebbe presentare un nuovo testo dell'accordo quadro.

Per USB il punto resta chiaro: il piano industriale deve essere accompagnato da garanzie reali sull'occupazione, sugli investimenti e sul futuro degli stabilimenti.

La trasformazione tecnologica può rappresentare una grande opportunità industriale, ma deve essere governata mettendo al centro il lavoro e la tutela delle persone.

USB continuerà a presidiare il tavolo e a chiedere garanzie concrete, non semplici dichiarazioni di principio.

 

USB Nazionale – Settore Industria

Categoria Operaia