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STUDENTI: TOMASELLI (USB), LA MUSICA COMINCIA A CAMBIARE

DOPO IL 27 OTTOBRE DEI LAVORATORI È ARRIVATO IL 14 NOVEMBRE DEGLI STUDENTI

Roma -

“Finalmente, dopo la grande manifestazione organizzata a Roma il 27 ottobre scorso dal Comitato NO DEBITO, dall’USB e dal sindacalismo di base, dai movimenti e i partiti non omologati alle politiche di Monti e del suo governo, ieri è arrivato il 14 novembre degli studenti”, esordisce Fabrizio Tomaselli, dell’Esecutivo nazionale USB.

 

“Quella di ieri non è stata la giornata dello sciopero europeo, organizzato da quei sindacati italiani e continentali che in gran parte seguono le politiche collaborative e concertative della Confederazione europea (CES) rappresentata in Italia da Cgil, Uil e soprattutto Cisl – rimarca Tomaselli - è stata invece la giornata della protesta degli studenti, di cui tutti in questo Paese hanno timore, perché potrebbe innescare una protesta collettiva, combattiva e continuata che metterebbe in discussione l'intera politica italiana”.

 

“Una politica – osserva il dirigente USB - che si incipria per apparire in televisione, che nasconde la verità, che non ha idee e valori, che si nutre di se stessa e sottrae risorse e denari dalle tasche dei poveri per dare ai ricchi”.

 

“In Italia questo 14 novembre ha detto che i giovani, gli studenti di oggi e futuri disoccupati e precari di domani, sono altra cosa da quel lerciume al quale assistiamo da mesi – prosegue il sindacalista -  e soprattutto ha detto che non c'è futuro se non c'è pane, non c'è futuro se non c'è lavoro, non c'è futuro se non si cambia un sistema che sta portando alla fame milioni di persone”.

 

“Non saranno le pesanti cariche della polizia di ieri a fermare questi giovani, e non fermeranno neanche i lavoratori che perdono il lavoro, che non ce la fanno ad arrivare a fine mese, che sono precari nel lavoro e nella vita quotidiana. Sia ben chiaro a tutti – conclude Tomaselli - dal NO MONTI DAY del 27 ottobre e da ieri è cominciata a cambiare la musica, nei posti di lavoro, nelle scuole, nelle università e nelle piazze. E noi ci saremo”.

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