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Tper: più di tre milioni di utile ma a spese dei lavoratori. A quando le dimissioni della dirigenza?

Nazionale -

Alla stampa si sbandiera un utile di 3,2 milioni di euro, ma dove sono le integrazioni alla cassa integrazione promesse per il personale?

La direzione Tper annuncia un utile da 3,2 milioni di euro, derivante in gran parte dagli indennizzi ricevuti da fondi pubblici per l’emergenza Covid: fondi che dovevano servire anche per riconoscere alle lavoratrici e lavoratori del servizio pubblico la dovuta integrazione al salario perso durante la cassa integrazione. Nonostante gli impegni questo non è avvenuto: la direzione TPER nonostante l’utile sceglie di penalizzare il proprio personale e fare cassa.

Nel 2020 la pandemia ha colto tutti di sorpresa ma il personale del trasporto pubblico, considerato servizio essenziale, non si è spaventato, ha affrontato l'emergenza senza mai fermarsi, anche in condizioni di sicurezza precaria, con carenza di dispositivi di protezione adeguati. Tutto il personale ha contribuito a questo impegno, sono state sacrificate ferie, premi, presenza effettiva e salario.

Tper con la richiesta di accesso al Fondo bilaterale di Solidarietà (la cassa integrazione del settore), ha sottoscritto un impegno formale che ad oggi ancora non è stato mantenuto: “l’azienda si impegna ad effettuare integrazioni in tutto o in parte in relazione alle differenze tra l’indennità percepita e la retribuzione base individuale a condizione che siano, anche attraverso le misure di sostegno al settore, riconosciuti all’azienda indennizzi per i mancati introiti tariffari ed i mancati corrispettivi previsti dai contratti di servizio”.

Alla stampa si sbandiera un utile di 3,2 milioni di euro, ma dove sono le integrazioni promesse per il personale che è stato inserito nel FIS?

USB ribadisce la propria posizione: chiediamo il pagamento delle integrazioni spettanti per tutti i dipendenti che nel 2020 hanno avuto assenze dal lavoro coperte dal FIS, nel rispetto dei lavoratori e lavoratrici della categoria che ad oggi la dirigenza continua a mortificare con tali comportamenti.

Una presidenza e una direzione aziendale che non rispettano accordi sindacali e che si rendono responsabili di fatti come l’esclusione dalla gara della sosta, non possono continuare a gestire un servizio così strategico per la nostra città. A quando le dimissioni?

USB Bologna

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