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TRASPORTI: SINDACATI DI BASE CONFERMANO LO SCIOPERO NAZIONALE DEL TPL PROCLAMATO PER DOMANI

Roma -

È confermato lo sciopero nazionale del trasporto pubblico locale indetto per domani, 10 dicembre da USB Lavoro Privato, Cobas del lavoro privato e SLAI Cobas. Lo sciopero sarà di 4 ore e sarà articolato su base territoriale nel rispetto delle fasce di garanzia.

 

Si sottolinea che il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, con ordinanza n.175/T, ha differito ad altra data esclusivamente lo sciopero indetto dalle organizzazioni sindacali firmatarie del contratto nazionale della mobilità, che era stato proclamato sempre per il 10 dicembre ma comunicato in data successiva a quello dei sindacati di base.

 

USB Lavoro Privato, Cobas del lavoro privato e SLAI Cobas indicono lo sciopero in quanto i lavoratori dei trasporti, ad ogni rinnovo contrattuale, sono costretti a subire ritardi diventati ormai prassi: si discute della parte economica non più ogni due, ma ogni tre anni. Al contempo si penalizzano in modo particolare i lavoratori più giovani, già vittime di una forte disparità salariale rispetto ai colleghi più anziani.                                                                                

Questo avviene mentre i tagli indiscriminati al settore, praticati da questo governo e da quelli che lo hanno preceduto, non danno garanzia per il futuro della mobilità locale, mettono a rischio migliaia di posti di lavoro, spingono inevitabilmente verso la privatizzazione e la riduzione di servizi erogati al cittadino. Tutto questo in contrasto con la necessità di una seria politica ambientale, finalizzata allo svuotamento dal traffico privato delle grandi metropoli, e con l'importanza dell'intero comparto dei trasporti, che rappresenta la spina dorsale dell'economia del paese.

 

USB Lavoro Privato, Cobas del lavoro privato e SLAI Cobas chiedono pertanto: aumenti salariali legati all’inflazione reale; sicurezza nei luoghi di lavoro e sanzioni penali per chi provoca infortuni gravi e mortali; il superamento del precariato e la tutela dei livelli occupazionali, abbandonando le politiche sulla privatizzazione e sulle esternalizzazioni; di rivedere il vergognoso accordo del 19 settembre del 2005 sul trattamento di malattia che penalizza le lunghe degenze; rivendicano un trasporto collettivo pubblico che sia fondato non solo sulla riduzione dei costi ma sullo sviluppo, per creare più occupazione e diminuire l’inquinamento ambientale.

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