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Uccisa dal Covid-19 Serena, Oss al Cto di Careggi. USB: non resteremo in silenzio per questa morte annunciata

Firenze -

Era solo una questione di tempo e doveva accadere: purtroppo è morta a 51 anni Serena, una collega operatrice socio-sanitaria (Oss), contagiatasi di Covid-19 sul posto di lavoro al Cto di Careggi.

 

Siamo stati incerti se scrivere in proposito, a volte il silenzio può apparire più rispettoso, poi abbiamo considerato che tacere sarebbe stato ingiusto e offensivo verso la memoria della collega, quasi un segno di indifferenza.

 

Lo sarebbe stato anche limitarsi al minuto di silenzio rituale il 4 dicembre, richiesto dalla direzione aziendale, che così mette una pietra sopra una morte annunciata dal diffondersi massiccio, in azienda, del contagio fra il personale.

 

Su questa morte non dovremo smettere di ragionare, non solo perché era una di noi, ma anche perché quello che è capitato a lei può capitare a ognuno di noi.

 

Le decine di migliaia di contagiati fra il personale sanitario in Italia, le migliaia in Toscana, le centinaia a Careggi non sono semplicemente la conseguenza di una guerra combattuta contro un nemico potente, ma spesso frutto di errori, ritardi, sottovalutazioni, superficialità dei vari gradi decisionali, non solo aziendali.

 

Lo sappiamo bene perché noi, come crediamo anche altri, abbiamo sollevato nel tempo problemi riguardanti la conformità di certe strutture come il “padiglione Covid”, dei percorsi e luoghi di vestizione/svestizione, i ritardi nelle assunzioni, i dispositivi di protezione insufficienti nei servizi non-Covid dove, non a caso, si sono concentrati quasi il 75% dei contagi.

 

Abbiamo chiesto l’effettuazione ciclica di tamponi al personale (cosa arrivata, ma in ritardo), una adeguata formazione a chi veniva destinato ad aree Covid, e una gestione che coinvolgesse il personale e le sue rappresentanze e non lo umiliasse con decisioni autoritarie, a volte approssimative, di qualche figura di direzione (o preposta).

 

Ci rendiamo conto che la condizione di emergenza, indotta dall’epidemia in un contesto di decenni di tagli e destrutturazione del Servizio Sanitario Nazionale, ha determinato un contesto fragile, di grande difficoltà nella gestione, ma questo non assolve per tutto quello che poteva essere fatto e non lo è stato, anche nell’ascolto dei lavoratori.

 

Su queste cose non ci può e non ci deve essere una pretesa di silenzio, proprio per rispetto verso la collega deceduta e tutti gli altri contagiati, rispetto che deve esistere per tutti noi che quotidianamente, con impegno, cerchiamo di portare assistenza nel miglior modo possibile, a chi arriva in ospedale necessitante di cure.

 

Saremo presenti ad ogni iniziativa in ricordo della collega, parteciperemo alla solidarietà anche economica (abbiamo chiesto che anche l’azienda si attivi in questo senso) verso i suoi familiari ai quali esprimiamo le nostre sincere condoglianze, auspichiamo che questo infausto evento sia anche un’occasione oltre che di raccoglimento, anche di riflessione sulle condizioni nelle quali siamo chiamati a lavorare.

 

Unione Sindacale di Base – Sanità Toscana

 

Firenze 3-12-2020

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