Un altro morto a Torretta Antonacci. USB: non è una tragedia, è l'effetto dell'odio del governo contro i migranti
Giovedì 29 gennaio mobilitazione nazionale alle prefetture.
Ci giunge da Foggia la drammatica notizia della morte di un altro migrante: Mamadou è stato trovato morto in un'auto parcheggiata nell'insediamento dei braccianti di Torretta Antonacci.
Le cause del decesso sono ancora da accertare, ma per noi è chiaro: è la conseguenza della crescente criminalizzazione degli stranieri, della volontà di questo Governo e dei governi passati, di considerare gli immigrati come braccia per lavorare senza la dignità di essere umani.
Il nome di Mamadou si aggiunge ad una lista già fin troppo lunga e che tuttavia non accenna a volersi interrompere di morti di Stato nei ghetti del foggiano. Morti che riaccendono l’attenzione sulle vergognose condizioni di vita e lavoro in cui sono relegati migliaia di lavoratori, considerati esclusivamente come mano d’opera e non come esseri umani.
Un governo che decide di lasciare nel freddo e nel fango migliaia di lavoratori agricoli, un governo che ha letteralmente buttato dalla finestra i 200 milioni di euro che l'Unione Europea aveva inviato tramite il PNRR per il superamento delle baraccopoli dei braccianti nel Sud Italia, come altro chiamarlo se non governo assassino?
Quei fondi avrebbero dovuto dare una casa a Mamadou e a migliaia di lavoratori come lui. Invece sono stati sprecati, dispersi e nella maggior parte oramai non utilizzati.
Mamadou ha vissuto per anni in uno stato di precarietà giuridica ed esistenziale, uno stato di precarietà che negli ultimi anni ha colpito sempre più persone a causa delle politiche razziste ed escludenti di questo governo, rese ancor più ostili dalla sistematica negazione dei diritti più basilari operata quotidianamente dagli operatori degli uffici governativi presenti sul territorio di Foggia.
Per anni si è scontrato con le violazioni operate dalle questure per il rilascio e rinnovo dei permessi di soggiorno, che sistematicamente richiedono documentazione non necessaria per rendere più complesso il rinnovo del permesso di soggiorno anche per chi ne avrebbe diritto, gettando nell’irregolarità migliaia di persone. Violazioni che da anni denunciamo e che tuttavia continuano a persistere. Violazioni sistematiche della normativa in materia di protezione internazionale che abbiamo denunciato meno di un mese fa, con una lettera indirizzata a Questura e Prefettura di Foggia e che ad oggi è rimasta senza risposta.
È l’ennesima morte annunciata, vittima di un sistema di discriminazione sistematico mascherato da burocrazia, che nega dignità e trasforma esseri umani in fantasmi senza diritti.
Questo assassinio grida vendetta contro il razzismo istituzionale, la discriminazione e lo sfruttamento che caratterizzano il sistema del lavoro agricolo nelle campagne foggiane.
Come Unione Sindacale di Base abbiamo deciso di lanciare questa giornata di mobilitazione nazionale in tutta Italia per il 29 gennaio perchè i lavoratori stranieri sono stanchi di ritardi, attese, truffe, discriminazioni e prese in giro. Davanti alle Prefetture e Commissioni Territoriali lanceremo presidi e richiederemo incontri con le autorità per chiedere un cambio rotta radicale nelle politiche nei confronti di lavoratori e lavoratrici stranieri.
UNIONE SINDACALE DI BASE