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In corso una grande giornata di sciopero, lotte e manifestazioni il movimento sindacale di classe è vivo, il conflitto non è morto

Roma -

Oltre 60 piazze in tutta Italia, con almeno un milione di lavoratori e lavoratrici che hanno aderito allo Sciopero Generale proclamato dalla Confederazione USB, 1.500 000 nelle piazze nonostante precettazioni, terrorismo mediatico e minacciosa presenza delle forze dell’ordine, una enorme presenza di studenti e giovani indisponibili a tornare a casa. 

A Roma il corteo conta almeno centomila manifestanti, lavoratori e lavoratrici, i trattori degli agricoltori e studenti. In piazza anche i delegati del settore trasporti, colpito dall'ingiusta e illegittima precettazione del ministro Salvini. 

A coronare il successo della giornata di lotta l’epocale mobilitazione mondiale dei lavoratori portuali mobilitati per la seconda volta per impedire il traffico di armi, dire no alla guerra, difendere la loro professione. Da Genova a Melbourne, da Veracruz a Mumbai, dal Pireo di Atene al porto di Istanbul per la prima volta nella storia recente uno sciopero internazionale proclamato dalle organizzazioni sindacali di classe ha rilanciato il ruolo decisivo dei lavoratori nelle lotte per la pace e per il cambiamento.

A una prima valutazione della entusiasmante risposta alla chiamata alla mobilitazione possiamo senz’altro dirci enormemente soddisfatti, sempre più determinati a proseguire nelle lotte contro la guerra, l’austerity, l’attacco in corso alla scuola, alla sanità, al diritto all’abitare, ai salari e alle pensioni.

Brillano per assenza in questa straordinaria giornata di lotta le confederazioni concertative che ancora di più dimostrano la distanza tra le loro scelte burocratiche e di compatibilità con la disponibilità dei lavoratori e dei giovani a tornare protagonisti del loro futuro e a lottare per conquistarlo.

L’avviso di sfratto che oggi è stato recapitato a Meloni e al suo governo è stato sottoscritto da milioni di cittadini e cittadine italiani ormai allo stremo a causa del carovita, e degli aumenti dei carburanti e delle tariffe a cui si vuole negare anche rappresentanza sindacale e politica.

Non ci fermiamo certamente qui.

Allegate foto dal corteo di Roma