Una sindacalista a Cinecittà? Nelle società pubbliche servono trasparenza, indipendenza e una netta separazione dei ruoli
Le notizie apparse su Il Fatto quotidiano di oggi 23 luglio, nell’articolo “Asse destra-ugl: una sindacalista verso Cinecittà” a firma del giornalista Angelo Zaccone Teodosi, in merito alle procedure per il conferimento di incarichi dirigenziali in Cinecittà S.p.A. sollevano più di qualche perplessità.
La procedura per la direzione del personale di Cinecittà S.p.A. — società interamente partecipata dallo Stato — vedrebbe tra le candidate Maddalena Imperiali, dirigente nazionale dell’UGL, e Serena Visentin, esponente della Direzione regionale dello stesso sindacato, la quale avrebbe presentato un’istanza di accesso agli atti. La vicenda pone degli interrogativi sulla trasparenza della selezione, sulla separazione tra rappresentanza sindacale e gestione aziendale e sull’eventuale applicabilità dei limiti previsti per chi proviene da incarichi sindacali.
La questione, per noi, va oltre le singole persone coinvolte e ci riconduce alla necessaria separazione tra rappresentanza sindacale e gestione delle società controllate dallo Stato.
I sindacati svolgono – almeno dovrebbero - una funzione essenziale nella tutela dei lavoratori, nella contrattazione e nel confronto con le aziende. Proprio per preservare l’autorevolezza e l’indipendenza di tale funzione è opportuno evitare sovrapposizioni, anche solo potenziali, tra chi rappresenta i dipendenti e chi è chiamato a dirigere le strutture aziendali responsabili del personale e delle relazioni industriali.
Un eventuale passaggio diretto da un incarico sindacale alla direzione del personale di una società pubblicamente controllata potrebbe determinare un conflitto, o almeno una percezione di conflitto, tra ruoli che dovrebbero restare distinti. Tale problema assume particolare rilievo quando la società amministra risorse pubbliche, persegue finalità di interesse generale ed è chiamata a garantire imparzialità, competenza e parità di accesso alle posizioni dirigenziali.
Le indiscrezioni giornalistiche relative alle procedure in corso presso Cinecittà, che certamente meriteranno ulteriori accertamenti, rendono tuttavia opportuna una risposta trasparente da parte della società.
Sarebbe pertanto utile rendere pubblici, nel rispetto della normativa sulla protezione dei dati personali:
· i criteri adottati per la selezione;
· i requisiti professionali richiesti;
· le modalità di valutazione delle candidature;
· le eventuali dichiarazioni sull’assenza di conflitti d’interesse;
· l’esito conclusivo della procedura e le motivazioni della scelta.
La questione riguarda un principio generale: nelle società controllate dallo Stato, le nomine devono risultare fondate su competenza, indipendenza, procedure verificabili e assenza di condizionamenti.
La trasparenza tutela i lavoratori, le istituzioni e le stesse persone candidate. Un chiarimento pubblico da parte di Cinecittà consentirebbe di preservare la credibilità di un’azienda strategica per il cinema e l’audiovisivo italiano.
USB Unione Sindacale di Base – Lavoro Privato
Cinema e Audiovisivo